Sanificazioni professionali chiese Sassari
La Melis Multiservizi effettua servizi di sanificazione e igienizzazione professionale a Sassari e in tutta la Sardegna.
Disponiamo di irroratrici con ipoclorito di sodio, idropulitrici e aerosolatrici per fumigazione con virucidi con le quali possiamo operare in ogni ambiente lavorativo.
Grazie alla autorizzazione CCIAA di Sassari ai sensi L. 82/94 (dal 18/4/2000) offriamo i servizi presso i settori pubblico e privato e in particolare siamo specializzati nella pulizia e sanitificazione di uffici, stabilimenti, reparti industriali, comunità, strutture sanitarie, banche, edifici scolastici, centri commerciali, strutture alberghiere, B&B, saloni di bellezza e appartamenti privati.
La società opera nel pieno rispetto della normativa vigente, assolvendo a tutti gli obblighi di legge, ed offre:
– Risoluzione di ogni problema e sanificazione ambientale;
– Pulizie locali di ogni genere, dal piccolo ufficio ai grandi spazi;
– Trattamenti speciali (sgrassaggio, cerature, piombatura pavimentazioni)
– Pulizia pareti verticali (vetrate) e rimozione graffiti.
Chiama subito al numero 079 267 9111 per sopralluoghi e preventivi gratuiti con rapidità di intervento.

Servizi di trasloco e facchinaggio Sassari
Metodi e consigli, su come fronteggiare un trasloco
„Trasferirsi in una nuova casa non è mai un compito facile, né fisicamente né emotivamente. Il processo stesso di spostamento, è qualcosa che dovrebbe essere pianificato in anticipo e tenuto in grande considerazione. Vediamo come“
Trasferirsi significa un grosso cambiamento nella tua vita, devi sradicare te stesso e la tua famiglia e iniziare una nuova vita, in una nuova città o in un nuovo stato. Pianificare e gestire con cura questo processo, richiede lucidità e attenzione.
Affidati a esperti
Dal momento che c’è molto da fare, quando si tratta di trasferirsi in una nuova casa, sarà saggio assumere i servizi di un’azienda specializzata in trasporti, questo ti permetterà di avere il tempo da dedicare ad altre cose più importanti,che richiedono la tua attenzione. Ciò è particolarmente vero, soprattutto se si dispone di molti mobili pesanti, che richiedono cure e manipolazioni speciali. Le aziende di traslochi esperte sono dotate di tutte le attrezzature e gli strumenti necessari, per gestire in sicurezza le tue cose. Se hai oggetti di grandi dimensioni, che devono essere smontati per essere trasportati, la compagnia di traslochi può aiutarti. La cosa principale da ricordare, è che devi iniziare presto. Se stai facendo l’imballaggio da solo, inizia almeno uno o due mesi prima: inizia imballando gli articoli che non utilizzerai fino a quando non ti sposti. In questo modo, puoi fare un po ‘ogni giorno. Vai al negozio di ferramenta locale e acquista scatole e materiale di imballaggio adeguati. Se hai intenzione di assumere una buona compagnia di traslochi, anche loro, saranno in grado di fornirti materiale di imballaggio.
Famiglia in movimento
Tutta la famiglia deve essere compartecipe, d’altronde interessa tutti e a nessuno dei membri del nucleo, piace essere in condizioni precarie e disagevoli. Tuttavia, ti ritroverai ad avere il pugno duro e mantenere alto il tenore dei lavori e soprattutto dell’ umore, del resto un trasloco non è un percorsi verso il tragico o il nulla, in teoria, dovrebbe essere sotteso per conferire il meglio a te e alla tua famiglia. Dunque, carica e prosegui con piglio, i lavori.
La famiglia si rivela un grande aiuto, anche se le ditte di traslochi, sono imprescindibili, perché capaci anche di indicarti l’organizzazione adeguata del lavoro. Ti chiederanno di mettere da parte tutti gli oggetti che sposterai, stabiliranno una data reciprocamente piacevole e verranno a casa tua e completeranno tutto l’imballaggio in un giorno. Sono esperti nell’imballaggio e sapranno imballare ogni tipo di articolo e quale materiale di imballaggio, sarà il migliore da utilizzare. Faranno inoltre un uso ottimale dello spazio disponibile nelle scatole in modo da facilitare il trasporto dei tuoi effetti personali. Liberati di tutto ( o quasi) lo stress e dei mal di testa, assumere un’azienda specializzata e stimabile, su rivelerà la mossa vincente. Sarai in grado di affrontare l’intero processo sentendoti felice e rilassato.
Fonte: https://www.trevisotoday.it/casa/trasferimento-come-affrontarlo.html
Movimentazione merci Sardegna
Per movimentazione dei materiali si intende il trasporto (o movimentazione in senso stretto), lo stoccaggio, il controllo e la protezione del materiale attraverso il processo di produzione, distribuzione e esposizione dei prodotti industriali. La disciplina pone le sue attenzioni verso i metodi, gli equipaggiamenti meccanici e informatici e i relativi controlli per realizzare queste fasi. L’industria che si occupa di movimentazione dei materiali, si occupa di fornire metodologie e mezzi per la corretta implementazione di questi servizi. Questi sistemi partono dalla movimentazione di semplici pallet fino ad arrivare a sistemi più complessi (quali i trasloelevatori).
La movimentazione dei materiali all’interno di un sistema flessibile di produzione
I sistemi per la movimentazione dei materiali sono parte fondamentale dei sistemi di produzione flessibile (FMS). Infatti essi permettono l’approvvigionamento dei processi produttivi e lo spostamento di parti di prodotti, semilavorati o prodotti finiti. L’automatizzazione di questi sistemi ha permesso una diminuzione dei tempi di produzione. L’implementazione di sistemi di controllo ha permesso di creare la cosiddetta fabbrica automatica.
Apparecchiature per la movimentazione dei materiali
Nel caso di materiali solidi (ad esempio materiale granulare), si possono impiegare le seguenti apparecchiature per attuare la movimentazione:
- convogliatore (in inglese conveyor)
-
- a nastro (o nastro trasportatore)
- a rulli
- a catene
- a tazze (o elevatore a tazze)
- trasporto pneumatico
- gru
- carrello elevatore
- carroponte.
Nel movimentare materiali fluidi (liquidi e gas) si utilizzano:
- pompe (per i liquidi) e compressori (per i gas)
- sistemi di tubazioni.
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Movimentazione_dei_materiali

Logistica Sardegna
La Logistica è una componente del ciclo produttivo e riguarda l’organizzazione, la gestione e le strategie di approvvigionamento, stoccaggio e distribuzione di materie prime e di prodotti lavorati e finiti. Può essere interamente gestita dall’azienda o affidata in parte o per intero a terzi.
LOGISTICA: COS’È
All’interno di un contesto aziendale, con il termine logistica si fa riferimento a tutte le operazioni relative al trasporto efficiente di prodotti da un luogo ad un altro tenendo conto dei tempi previsti e dei budget disponibili. Il trasporto in questione, però, non è esclusivamente quello dal luogo di produzione al rivenditore, ma è anche quello relativo all’approvvigionamento delle materie prime e dei pezzi, al loro stoccaggio all’interno dei magazzini aziendali e al rifornimento dei prodotti necessari all’interno dei reparti. Inoltre, affinché il trasporto avvenga in maniera efficiente e nel rispetto dei budget stabiliti, la logistica si occupa dell’imballaggio delle merci e della sua distribuzione nei tempi previsti, attraverso la rete di rivenditori.
Alla luce di queste definizioni non esiste dunque “una sola” logistica, ma si parla di una logistica integrata che tiene conto della fase del processo industriale in cui opera.
LOGISTICA IN ENTRATA
Quando si parla di logistica in entrata si fa riferimento a una fase propedeutica alla funzionalità dell’intero processo produttivo. È in questa fase che si definiscono tempi, costi e risorse a partire dagli input ricevuti. Con il termine input si intendono tutti i fattori produttivi aziendali acquisiti, siano essi risorse, capitale o personale specializzato. Gli input hanno una funzione essenziale nell’intera filiera produttiva, sono fra loro interconnessi e si distinguono in
- risorse finanziarie;
- risorse umane;
- risorse materiali;
- risorse immateriali.
LOGISTICA INTERNA
L’espressione logistica interna fa riferimento a tutte le operazioni finalizzate alla connessione efficace e efficiente degli input. L’obiettivo della logistica interna è quello di organizzare gli input e di gestirli affinché la distribuzione sul mercato non incida sul bilancio aziendale e sulla qualità dei prodotti. Avere una visione unica di ciò che è presente in magazzino e di ciò che viene utilizzato permette all’azienda di avere un vantaggio competitivo rispetto ai competitor . A sostegno della logistica nel mondo dell’eCommerce, la blockchain si presenta come tecnologia che permette di connettere i vari attori della filiera e ricostruire la storia del prodotto rendendola disponibile in ogni singolo step e in ogni singola fase della sua movimentazione.
LOGISTICA DISTRIBUTIVA
È anche nota come logistica dei trasporti e riguarda la distribuzione delle merci secondo gli accordi presi fra l’azienda e il cliente. L’obiettivo fondamentale è quello di permettere al prodotto di raggiungere il mercato di riferimento nel rispetto del livello di servizio concordato con il cliente e al minor costo possibile.
I fattori che permettono di stabilire la qualità del livello di servizio sono:
- rispetto dei termini di consegna intesi come data e tempo medio;
- rispetto di quantità e qualità di prodotto ordinate;
- rispetto dell’integrità della confezione e assenza di danneggiamenti in fase di trasporto.
In quest’ambito della distribuzione, si parla di logistica conto terzi se avviene in outsourcing sia sotto forma di strategic outsourcing che sotto forma di commodity outsourcing. Nel primo caso viene affidato a terzi il processo logistico completo comprensivo di attività di trasporto e di stoccaggio, nel secondo caso solo una parte di attività come ad esempio il trasporto su strada.
LOGISTICA DI RITORNO
È il processo relativo al recupero dei resi, del loro trasporto e dello smistamento. Un percorso a ritroso che movimenta i prodotti dalla loro destinazione finale a un punto della catena di distribuzione che può coincidere con l’azienda originaria o un altro nodo del network, come un punto di ricollocamento secondario (outlet) o un centro di smaltimento dedicato.
Fonte: https://www.insidemarketing.it/glossario/definizione/logistica/

Stoccaggio e distribuzione arredi Sassari
Il termine magazzino (dall’in arabo: ﻣﺨﺰﻥ, makhzan, plur. makhāzin, che significa “deposito”, dalla radice araba <kh-z-n>, “difendere, preservare”) viene solitamente utilizzato con due significati diversi:
- il primo relativo ad un edificio in grado di accogliere materiali,
- il secondo, in ambito contabile, per la gestione delle scorte aziendali.
Il magazzino edificio
Per magazzino si intende quella struttura logistica in grado di ricevere le merci, conservarle (stoccaggio) e renderle disponibili per lo smistamento, la spedizione e la consegna.
Principali tipologie di magazzino
Magazzino interno all’azienda
Il magazzino interno ad una azienda viene definito anche in conto proprio, dove vengono ricevute le materie prime in entrata e dove vengono poi posizionati i prodotti finiti in attesa di spedizione o di lavorazione. Ogni articolo di magazzino è contrassegnato da un codice articolo, una descrizione, una quantità, a volte anche da una locazione (che può essere a sua volta costituita dal numero di scaffali, dal ripiano dello scaffale e da altre informazioni utili a reperire nel minor tempo possibile l’articolo; il magazzino interno può essere diviso anche in zone). Esistono anche tipi di magazzini completamente o parzialmente automatizzati, in grado di catalogare, imballare e disporre i pezzi da mettere in magazzino.
È poco nota, ma è fondamentale ricordare un’importante frase simbolo che dice: “Nell’azienda ideale il magazzino è proprio quello che non c’è”. Questa affermazione è valida in quanto la detenzione di un magazzino si risolve in oneri sostenuti dall’azienda, ovvero costi per il personale delegato, costi per la manutenzione di impianti e macchinari e costi che sono rappresentati dalle scorte in rimanenza.
Cross-Docking Points
Oltre ai magazzini propriamente detti, che prevedono lo stoccaggio della merce e la successiva distribuzione, vi sono anche i cosiddetti cross-docking points: questi ultimi prevedono che tutta la merce entrante nel magazzino esca in giornata, non occupandone gli scaffali. Ciò è utile, ad esempio, nel caso di merci fresche o di beni dalla rapida deperibilità, i quali necessitino di arrivare il più velocemente possibile a valle, presso i dettaglianti.
Magazzino in conto terzi
Si tratta del magazzino posseduto da operatori della logistica, spedizionieri e altre aziende di trasporto, dove le merci vengono depositate provvisoriamente in attesa di carico sui mezzi di trasporto.
Esistono anche tipi di magazzini completamente o parzialmente automatizzati, in grado di catalogare, imballare e disporre i pezzi da mettere in magazzino.
Magazzino doganale
È il magazzino pubblico, gestito da società abilitate ed autorizzate, ma sotto il controllo della dogana dove i materiali in arrivo da Stati esteri non appartenenti alla CEE vengono custoditi in attesa dello svolgimento delle regolari operazioni doganali.
Magazzino mobile
È una soluzione logistica che non prevede opere murarie, ma generalmente è una copertura, un tunnel o un capannone costituito principalmente da acciaio inox e pvc e che può essere all’occorrenza montato e smontato. Un magazzino mobile è principalmente utilizzato nel settore agrario per lo stoccaggio di sementi, prodotti e macchinari, ma anche nelle industrie in genere per aumentare lo spazio coperto per lo stoccaggio delle merci in attesa del carico e scarico.
Il magazzino nella contabilità
La giacenza di magazzino in dettaglio
Una quantità maggiore di 0 per un codice articolo costituisce una giacenza di magazzino. La disponibilità di un articolo viene invece data dalla differenza tra il numero di articoli in giacenza ed il numero di articoli impegnati. L’articolo, infatti, può essere effettivamente disponibile o può essere già impegnato per un ordine. Se il numero di articoli impegnati è maggiore del numero di articoli in giacenza la disponibilità risulta essere negativa ed andrà generato un ordine di acquisto a fornitore oppure un ordine di produzione, che pareggerà il numero di giacenze con il numero di impegnati.
La valorizzazione delle giacenze di magazzino deve tener conto del fatto che all’interno di una singola giacenza possono esserci oggetti acquistati in momenti diversi e quindi anche con costi diversi. Per la valorizzazione si possono seguire diverse tecniche, tra cui le più comuni sono quelle a costo specifico, a costo standard, a costo medio ponderato, FIFO (first in – first out), LIFO (last in – first out) continuo, LIFO annuale a scatti.
Gestione del magazzino
Benefici derivanti dal Magazzino
Oltre a stoccare le merci, consentendo di disaccoppiare produzione e consumo, il magazzino permette anche di sfruttare economie di scala nei trasporti, effettuando consegne congiunte di prodotti presso i dettaglianti ed utilizzando mezzi di trasporto più adatti alla consegna nel tragitto dal magazzino ai centri di distribuzione (ad esempio, si possono utilizzare tir o treni per portare la merce dal produttore al magazzino, mentre furgoncini daily (di piccola dimensione per consegne frequenti ed episodiche) per effettuare piccole consegne dal magazzino ai clienti). I magazzini, inoltre, da un punto di vista statistico permettono “variability pooling”: considerando la domanda dei clienti una variabile casuale, è possibile bilanciare la variabilità di tale domanda facendo arrivare una quantità aggregata di merce minore di quella che si sarebbe dovuta ordinare considerando la variabilità della domanda di ogni singolo negozio (la somma delle varianze delle domande è inferiore al quadrato della somma delle singole deviazioni standard della domanda).
Svantaggi derivanti dal magazzino
Il magazzino è una utilità, ma di per sé non produce utile. Occorre considerare infatti che i materiali a magazzino sono potenzialmente una immobilizzazione di capitale, quindi se si verifica una aumentata agilità e versatilità produttiva, (o di approvvigionamento), ed una altrettanto agile possibilità di erogazione in uscita dei materiali, il magazzino può essere drasticamente ridimensionato, o al limite annullato, producendo di fatto notevoli risparmi di spazi impegnati e di materiali immobilizzati. In sintesi un largo disaccoppiamento tra i tempi della produzione (o quelli di approvvigionamento) e i tempi di consumo può essere comodo, ma è costoso.
Come è evidente le condizioni di ridimensionamento qui descritte esulano dalla gestione dello stesso magazzino, ma dipendono da logistiche esterne a questo
Tipologie di gestione
Esistono numerose tecniche per una gestione efficiente del magazzino al fine di ridurre le scorte:
- Reorder point: (punto di riordino) tecnica per calcolare il momento in cui effettuare un ordine di ripristino delle scorte
- Lotto economico: per calcolare quanto è più conveniente ordinare
E altre tecniche per la gestione dei magazzini in una catena di distribuzione:
- Inventario gestito dal venditore
- Continuous Replenishment
- Pianificazione collaborativa, previsione e rifornimento (CPFR)
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Magazzino

Sanificazioni locali commerciali Sassari
Il Rapporto “Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento”, pubblicato il 15 maggio dall’Istituto superiore di sanità (ISS) sul suo sito istituzionale, fornisce indicazioni, basate sulle evidenze a oggi disponibili, in tema di trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2, di sopravvivenza del virus su diverse superfici e di efficacia dei prodotti utilizzati per la pulizia e la disinfezione/sanitizzazione dei locali. Le indicazioni contenute nel documento considerano anche l’impatto ambientale e i rischi per la salute umana connessi al loro utilizzo. Il Rapporto include anche indicazioni sul trattamento del tessile da effettuarsi in loco (sia abbigliamento in prova che superfici non dure quali arredi imbottiti, tendaggi, ecc) e precisa i termini usati nell’ambito della disinfezione chiarendo la differenza tra disinfettante, sanificante, igienizzante per l’ambiente e detergente.
I prodotti che vantano un’azione disinfettante battericida, fungicida, virucida – sottolinea il Rapporto – o una qualsiasi altra azione tesa a distruggere, eliminare o rendere innocui i microrganismi tramite azione chimica, ricadono in due distinti processi normativi: quello dei Presidi Medico-Chirurgici (PMC) e quello dei biocidi. Tali prodotti, prima della loro immissione in commercio, devono essere preventivamente valutati dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) (o altro organo tecnico-scientifico in ambito Nazionale) e autorizzati dalle Autorità Competenti degli stati membri dell’UE – per l’Italia il Ministero della Salute – sotto l’egida dell’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche (European Chemicals Agency, ECHA). I vari prodotti per la disinfezione che possono vantare proprietà nei confronti dei microorganismi, sono diversi dai detergenti e dagli igienizzanti con i quali, pertanto, non vanno confusi. Per questi ultimi, che non possono vantare azione disinfettante, non è prevista alcuna autorizzazione anche se devono essere conformi alla normativa sui detergenti (igienizzanti per gli ambienti) o sui prodotti cosmetici (igienizzanti per la cute).
Di seguito una sintesi delle distinzioni tra i vari termini.
- Sanificazione: è un “complesso di procedimenti e operazioni” di pulizia e/o disinfezione e comprende il mantenimento della buona qualità dell’aria anche con il ricambio d’aria in tutti gli ambienti.
- Disinfezione: è un trattamento per abbattere la carica microbica di ambienti, superfici e materiali e va effettuata utilizzando prodotti disinfettanti (biocidi o presidi medico chirurgici) autorizzati dal Ministero della Salute. Questi prodotti devono obbligatoriamente riportare in etichetta il numero di registrazione/autorizzazione.
- Igienizzazione dell’ambiente: è l’equivalente di detersione ed ha lo scopo di rendere igienico, ovvero pulire l’ambiente eliminando le sostanze nocive presenti. I prodotti senza l’indicazione dell’autorizzazione del ministero della Salute che riportano in etichetta diciture sull’attività ad es. contro germi e batteri, non sono prodotti con attività disinfettante dimostrata ma sono semplici detergenti per l’ambiente (igienizzanti).
- Detersione: consiste nella rimozione e nell’allontanamento dello sporco e dei microrganismi in esso presenti, con conseguente riduzione della carica microbica. La detersione e un intervento obbligatorio prima di disinfezione e sterilizzazione, perché lo sporco è ricco di microrganismi che vi si moltiplicano attivamente ed è in grado di ridurre l’attività dei disinfettanti.
- Pulizia: per la pulizia si utilizzano prodotti detergenti/igienizzanti per ambiente – i due termini sono equivalenti – che rimuovono lo sporco mediante azione meccanica o fisica.
- Sterilizzazione: processo fisico o chimico che porta alla distruzione mirata di ogni forma microbica vivente, sia in forma vegetativa che in forma di spore.
Riguardo la stabilità nel tempo del virus SARS-CoV-2 su differenti superfici il rapporto fornisce una tabella di immediata fruizione dalla quale si evidenzia che sulla carta da stampa e velina le particelle virali infettanti sono state rilevate fino a 30 minuti dalla contaminazione; dopo 3 ore non sono più state rilevate. Sul tessuto, invece la presenza di tali particelle è risultata più duratura nel tempo: sono state rilevate fino a 1 giorno dalla contaminazione e non più rilevate dopo 2 giorni. Su banconote e vetro la presenza delle particelle virali infettanti è stata rilevata fino a 2 giorni dopo la contaminazione; non più rilevata dopo 4 giorni. Più lungo l’intervallo di tempo su acciaio inox e plastica: le particelle virali infettanti sono state rilevate, infatti, fino a 4 giorni dalla contaminazione; non più rilevate dopo 7 giorni. Testata anche la presenza delle particelle virali infettanti sulle mascherine chirurgiche: nello strato interno le particelle sono state rilevate fino a 4 giorni dalla contaminazione, dopo 7 giorni non sono state più rilevate; nello strato esterno invece le particelle virali sono risultate presenti fino a 7 giorni dalla contaminazione.
Fonte: http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4778

Piantumazione Sassari
Nella coltivazione delle piante, il trapianto è un’operazione colturale che consiste nel trasferire le piante da un luogo di crescita ad un altro. Il trapianto si compone di tre fasi: asportazione della pianta, trasporto e ripiantamento.
Il trapianto viene utilizzato in orticoltura, in arboricoltura e nel giardinaggio. Le piante possono essere trapiantate a radice nuda o con il “pane di terra”, cioè con le radici ricoperte da una zolla di terreno; quest’ultima modalità viene preferita per piante più delicate e con ridotte capacità di rigenerare le radici danneggiate.
In orticoltura, rispetto alla semina diretta il trapianto presenta alcuni vantaggi, che consistono nel risparmio di semi, nella possibilità di anticipare l’epoca di alcune colture, nel migliore sfruttamento del terreno, nei minori rischi di fallanze. Le piantine vengono seminate in semenzaio e trapiantate quando hanno raggiunto un certo sviluppo. Nei piccoli orti l’operazione viene effettuata a mano; le piante vengono prelevate con l’aiuto di un attrezzo detto trapiantatoio e messe a dimora (cioè trasferite) nel terreno, dove sono stati praticati dei fori per accoglierle. Nelle grandi superfici il trapianto viene eseguito con apposite macchine dette trapiantatrici.
In arboricoltura le piante vengono prelevate dal semenzaio e trapiantate in stazioni intermedie del vivaio (piantonaio, nestaio); quando hanno raggiunto le dimensioni volute vengono messe a dimora nel terreno, dopo avere scavato una fossa di dimensioni adeguate ed avere eseguito la concimazione.
Una forma di trapianto praticata nel giardinaggio è il rinvaso, che consiste nel trasferire una pianta da un vaso ad un altro più grande.
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Trapianto_(botanica)

Conservazione archivi Sassari
Un archivio privato è un tipo di archivio che può essere un archivio personale, vale a dire la documentazione riferita a singole persone, o archivio familiare, relativo a famiglie, oppure a enti privati, associazioni, aziende ed altre istituzioni di natura privata.
Soggetti titolari
Alcuni soggetti che potrebbero costituire un archivio privato possono essere:
- Soggetti privati singoli (persone fisiche e giuridiche, come le imprese individuali o gli artigiani)
- Soggetti privati complessi:
- Nuclei familiari
- Associazioni
- Imprese
Nel mondo
Italia
Gli archivi privati in Italia godono di ampia libertà, con restrizioni solo inerenti agli interessi contabili, giuridici e amministrativi di un certo tipo di documentazione (ad esempio la conservazione decennale delle fatture). La distruzione della documentazione può dare origine solo a problemi di natura amministrativa o fiscale, che possono dare origine a richieste di pagamento o sanzioni pecuniarie. Non viene riconosciuto alcun interesse storico e in sostanza i privati sono liberi di disporre dei propri archivi anche distruggendoli.
Un’eccezione è il decreto di qualifica di “notevole interesse storico”, che pone l’archivio privato sotto la vigilanza della Soprintendenza archivistica pertinente e che lo equipara per la legge agli archivi pubblici (le carte vengono ad annoverarsi a pieno titolo nella categoria dei beni culturali), con doveri di tutela, conservazione e fruibilità agli studiosi.
Il privato possessore o detentore di un archivio di notevole interesse storico, rimane proprietario dell’archivio, ma deve impegnarsi per legge (Codice dei Beni Culturali del 2004, noto come “Codice Urbani”) alla conservazione di esso, preservandone lo stato, la inventariazione o riordino e garantendo l’accessibilità alla pubblica e la consultazione da parte dello studioso, il quale ne fa domanda tramite la Soprintendenza stessa. L’archivio privato è soggetto ai medesimi obblighi del bene di proprietà dello Stato, è alienabile previa autorizzazione ma non smembrabile, né può essere portato fuori dal territorio dello Stato della Repubblica Italiana.
Il codice in materia di protezione dei dati personali (d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, cosiddetta legge sulla privacy), all’art.4, comma 1, lett. d), dispone che, per la consultazione dei cosiddetti “dati sensibili”, ovvero dati inerenti alle origini “etniche”, idee politiche, religiose, filosofiche, ecc., sia necessario attendere un quarantennio dalla data del singolo documento, mentre per la consultazione dei cosiddetti “dati sensibilissimi”, vale a dire quelli concernenti lo stato di salute, la vita sessuale e i rapporti famigliari di tipo riservato, occorra il trascorso di un settantennio.
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Archivio_privato

Pulizia e diserbo piccoli giardini Sassari
Perché diserbare il prato
Non è l’attività più piacevole del giardinaggio: è difficile, faticosa e infinitamente ripetitiva.
Le erbe che spuntano spontaneamente nel prato creano sostanzialmente due problemi.
Problemi estetici
Il primo problema è di ordine puramente estetico. La bella distesa di erba verde su cui il giardiniere ha lavorato tanto per renderla densa e folta, si ritrova disseminata di ciuffi ribelli.
Problemi di ordine vegetale
Il secondo è d’ordine vegetale. Le piante erbacee a foglia larga, come il dente di leone o la piantaggine tendono a invadere il prato e a soffocarlo.
3 consigli per limitare l’attività di diserbo
Il diserbo è un lavoro lungo e fastidioso, ma può essere limitato agendo a monte del problema.
1. Optare per un prato di qualità
La scelta della varietà del prato è molto importante. Per limitare la comparsa di erbe spontanee, bisogna selezionare un prato di qualità, resistente e semplice da lavorare.
2. Effettuare un diserbo regolare
Il diserbo regolare è la chiave per una buona manutenzione del prato. Le erbacce compaiono in maniera progressiva. Osservando il prato con regolarità, è possibile intervenire rapidamente prima che esse si installino e si sviluppino.
Se è troppo tardi e le erbacce hanno già invaso il prato, è meglio bloccare in maniera netta la loro diffusione e rimuoverle utilizzando un prodotto specifico, chimico o ecologico.
Optando per un diserbante chimico, il giardiniere deve essere consapevole delle conseguenze sull’ambiente, sulla sua salute e sulla salute dei suoi eventuali animali domestici. I diserbanti ecologici (macerato d’ortica, ecc.) sono molto più economici e preservano l’ambiente.
3. Cambiare il proprio punto di vista
Avere delle erbe spontanee nel proprio prato non significa che il giardiniere non può curarlo. Può trattarsi di una scelta estetica personale. Infatti, alcune di queste piante conferisce un aspetto di prateria naturale al giardino, in occasione della loro fioritura (margherite, veroniche, ecc.). Inoltre, le erbe spontanee rappresentano un utile nutrimento per gli insetti e sono un prezioso indicatore della salute del terreno. Per esempio, la presenza di trifoglio bianco nel proprio prato è indice di carenza di azoto nel terreno.
Le tecniche di diserbo
Il diserbo manuale
Il diserbo manuale è la più economica ed ecologica tecnica di diserbo. Come dice il suo nome, questo procedimento consiste nell’estirpare le erbe con le mani, stando attenti a rimuovere la radice di ogni pianta.
È possibile utilizzare un coltello estirpatore per facilitarsi il compito. Tuttavia, alcune erbe, come la portulaca, non hanno bisogno di essere rimosse in quanto spariscono non appena il prato comincia ad infoltirsi.
Il diserbo selettivo
Il diserbo selettivo è una tecnica che consiste nell’eliminare un’erbaccia senza danneggiare le piante circostanti. È un’azione mirata che può essere realizzata con dei prodotti chimici o ecologici. Ecco due soluzioni rispettose dell’ambiente.
Macerato d’ortica per il diserbo
È possibile acquistare il macerato di ortica direttamente nei negozi specializzati o realizzarlo da sé in un angolo di giardino. Il macerato di ortica ha delle proprietà diserbanti. È inoltre un fantastico repellente, un fungicida e un fertilizzante di scelta, a condizione che la ricetta venga adattata al tipo di utilizzo desiderato.
Preparazione del macerato di ortica in 6 tappe
- Raccogli circa 1,5 kg di giovani foglie di ortica non ancora fiorita.
- Metti le foglie spezzettate in un recipiente, preferibilmente di plastica evitando quelli in metallo.
- Copri con 10 litri d’acqua piovana (o del rubinetto).
- Lascia fermentare il miscuglio per 1 o 2 settimane, rimestando regolarmente.
- Filtra il miscuglio e conservane solo il succo. I resti delle foglie possono essere aggiunti al proprio compost.
- Spruzza sull’erba da eliminare.
Ci sono altri prodotti simili, che possono essere preparati in casa ed utilizzati come diserbanti selettivi, per esempio soluzioni di acqua e sale, acqua e aceto bianco o anche la segatura.
Il diserbo termico
Il diserbo termico è un’altra variante del diserbo selettivo.
Si effettua attraverso uno strumento chiamato pirodiserbante o diserbante termico che funziona a propano, seguendo il principio di un cannello mobile. L’obbiettivo è quello di applicare la fiamma direttamente sull’erba da rimuovere, in modo da creare uno shock termico che distrugge quasi istantaneamente le cellule della pianta.
La procedura è efficace e il risultato durevole.
Fonte: https://consigli.manomano.it/come-rimuovere-le-erbacce-da-un-prato-n4139

Manutenzione giardini condominiali Sassari
Orti e giardini urbani è tempo di incentivi
Orti e giardini urbani: contrastare lo smog in città
Creare orti e giardini in città è un modo efficace per combattere l’inquinamento nelle nostre città proprio partendo dagli spazi verdi privati o condominiali per invertire la rotta e rendere la nostra vita nelle metropoli più sana.
Le città del futuro saranno eco sostenibili e costruite a misura di donna e uomini. L’architettura si sta muovendo verso modi di costruire case in armonia con l’ambiente come propone ad esempio l’architettura organica vivente e la bioarchitettura o la crescente attenzione verso la costruzione di case in legno e mini abitazioni.
l verde urbano si muove nella direzione di avere spazi urbani vivibili e salutari grazie anche agli orti e giardini urbani nelle nostre terrazze e nei nostri condomini.
Orti e giardini urbani nei nostri condomini grazie al bonus verde
Creare spazi verdi all’interno dei condomini, orti con cui condividere passioni e socializzare, fare del proprio balcone un piccolo capolavoro da fare invidia a tutto il vicinato. Tante cose si possono fare anche in città per chi ha il pollice verde e la passione per le piante, ora con il bonus verde per terrazzi e giardini inserito nella legge finanziaria 2018 sarà possibile (sperando che venga approvato) chiedere uno sconto fiscale del 36% per le spese documentate per la sistemazioni delle aree verdi private e condominiali.
Un passo avanti non da poco che, assieme ad altre iniziative promosse da associazioni ambientaliste e singoli comuni, come quella degli orti urbani, puntano a migliorare la vivibilità delle nostre aree urbane troppo spesso soffocate dallo smog e a promuovere una cultura del verde soprattutto nelle nuove generazioni dando un contributo significativo alla green revolution.
Vediamo come e in che contesti può nascere e germogliare questa visione urbana delle aree verdi che invece di andare oltre gli spazi abitativi è parte di essa e va a svolgere più funzioni: culturale, sociale ed educativa insieme andando a diffondere orti e giardini nelle nostre case e nei nostri condomini.
Giardini e orti condominiali
Spesso i condomini sono terreno fertile per litigi, screzi e gelosie. Il nostro vicino nell’immaginario moderno è il frustrato e l’invidioso e le riunioni di condominio si trasformano spesso in campi di battaglia dove diamo il peggio di noi. Ribaltiamo questa concezione ‘fantozziana’, mettiamo dei fiori nei vostri cannoni diceva una canzone degli anni 60 e rendiamo un’opportunità quella di condividere una parte dello spazio verde con altre persone, che altro non sono che i nostri vicini con cui è sempre bene instaurare rapporti positivi e di amicizia e solidarietà e cosa c’è di meglio della cura in comune di uno spazio verde? Ci sono studi che attestano come la “green therapy” sia utile per migliorare le relazioni e riduca ansia e depressione (spesso frutto di stress e ritmi di vita e lavorativi eccessivi e non in armonia con l’ambiente).
L’orto urbano condominiale si trasforma in una bella occasione di socializzazione, oltre al vantaggio e a alla soddisfazione di poter mangiare frutta e verdura di stagione, biologiche e a km zero visto che arrivano dal TUO orto condominiale!
Curare il giardino condominiale, divertirsi e risparmiare
Invece di spendere ulteriori soldi per pagare una ditta di giardinaggio è giusto mettersi d’accordo per la cura delle aree verdi comuni. Questi spazi possono comprendere:
- aiuole
- orti
- giardini veri e propri
In questo modo, oltre a fare un’opera di abbellimento e di convivialità, il condominio può diventare produttore di una parte degli ortaggi che consuma a km zero, dando una mano alle famiglie ad alleggerire il carico della spesa, a mangiar sano e a promuovere la filiera corta. Gli orti condominiale in comune possono venire concimati con gli scarti organici prodotti dalle unità abitative interessate diventando di fatto dei luoghi di agricoltura biologica. Questo tipo di iniziative danno un contributo al rispetto per l’ambiente e all’ottimizzazione delle risorse che vanno a beneficio di tutti.
Orti urbani
Gli orti urbani fioriscono crescono in varie città e comuni italiani, grazie ad iniziative di alcune amministrazioni e di associazioni ambientaliste che si battono per il verde e la per la tutela del paesaggio come Legambiente e Italia Nostra. Ma di cosa si tratta precisamente? Sono degli spazi verdi spesso di proprietà pubblica, ma alcune volte concessi da privati, dati in affidamento ad associazioni o a gruppi di privati cittadini che nel rispetto delle tradizioni locali e della vocazione storico/paesaggistica dei luoghi dove sono ubicate coltivano orti, incentivano le sane abitudini, la passione per il verde e l’agricoltura biologica. Queste iniziativa hanno una rilevanza sociale plurima, perché promuovono:
- l’inclusività di persone disagiate
- attività per persone con handicap
- tengono occupate persone anziane
- generano passioni positive
- aiutano nella socialità
- sostengono di fatto l’agricoltura a km o
Gli orti urbani permettono inoltre la rivalutazione di alcune aree che in alternativa sarebbero in stato di abbandono rendendole fruibili alla cittadinanza. Spesso in alcune di questi spazi urbani riutilizzati vengono introdotti animali come cavalli, asini o conigli e scoiattoli per lo sviluppo di attività ludiche ed educative per bambini e persone con problemi vari o semplicemente per chi ha intenzione di fruirne. Ci sono oramai vari esperimenti da parte delle amministrazioni pubbliche che per rivalutare giardini a volte non troppo curati ne assegnano alcune aree alla cura e all’amore di “contadini amatoriali” che curano il pezzo di orto a loro assegnato.
Orti in terrazza: terrazzi da coltivare ed amare
Non avete uno spazio condominiale da condividere? Ma avete un piccolo/medio terrazzo che si affaccia su una corte. Nessun problema! Il vostro balcone può diventare un piccolo giardino dell’eden che può regalarvi tante soddisfazioni e profumi.
Se però il fine è quello di far concorrenza a l’antipatico vicino di terrazzo partite male. Per fare un buon orto nella vostra terrazza o balcone dovete prima di tutto armarvi di passione ed amore. Comprate dei vasi, concime, bulbi, semi e utensili non troppo ingombranti. Ecco alcune tipologie di terrazzi green, anche se la soluzione migliore è quella di fare di tutto un po e un po.
Fiori: Se il vostro intento è un balcone pieno di fiori potete sbizzarrirvi piantando vari bulbi e piante che fioriscono in diversi periodi dell’anno come le camelie a fioritura invernale o la classica stella di Natale, mentre per la bella stagione vi è solo l’imbarazzo della scelta. E’ possibile creare dei bellissimi rampicanti come l’edera, il cappero o la coloratissima buganvillea.
Piante aromatiche: le piante aromatiche e officinali sono facili da coltivare in vaso e abbelliscono e profumano i balconi. Peperoncini, capperi, rosmarino, basilico o menta ma anche tante altre che possono darvi soddisfazione e possono essere da condimento per tante pietanze o per farci delle buone tisane.
Piante grasse: facili anch’esse da coltivare, possono stare facilmente in vaso e richiedono poca acqua. Vi sono i classici cactus in centinaia di varianti o anche piante grasse rampicanti con cui creare particolarissime pareti green e ricordatevi che in estate le piante grasse fanno bellissimi fiori.
Fonte: https://www.naturalmania.it/orti-e-giardini-urbani-e-tempo-di-incentivi/

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