Potatura di ritorno Sassari
Se hai anche tu a che fare con un giardino o un orto o entrambi più o meno grandi, saprai benissimo che devi avere a che fare con tante piccole accortezze che, se non messe in pratica, potrebbero diventare un rischio anche per le tue stesse piante.
Tra le cose più importanti che devi fare per loro, devi assolutamente mettere in pratica diverse tipologie di potatura, in base a quelle che più prediligono le piante che hai nel tuo spazio verde. Tra le altre, anche se forse non troppo comune, vi è la cosiddetta potatura di ritorno. Vediamo dunque come procedere per cercare di fare un buon lavoro sulla tua pianta.
Potatura di ritorno: cos’è
La prima cosa che vogliamo dirti, prima di parlare direttamente di quando eseguire tale procedimento, è capire cosa vuol dire potatura di ritorno. Questa particolare tipologia di potatura non è semplicemente un mezzo attraverso cui rendere più carino il tuo arbusto sul quale la andrai ad eseguire, ma è importante per il fatto che questo tipo di taglio viene realizzato per non creare effettivi problemi sui rami delle piante.
Accorciare i rami significa tagliarli, ma con una tecnica precisa che è quella del taglio di ritorno, da eseguire in prossimità di un ramo o di una branca laterale che deve essere di diametro anche di poco inferiore al ramo eliminato. Cosa significa? Significa semplicemente che dovrai avere l’accortezza di non lasciare monconi. La presenza di moncone, come già saprai, significa approntare il pezzo tagliato per l’emissione di una grande quantità di rametti deboli, i cosiddetti “ricacci”. La conseguenza più grave è che l’alterazione del legno può estendersi anche al resto, fino a diventare sempre più invasiva.
Quando fare il taglio di ritorno
In secondo luogo bisogna capire quando è il momento migliore per eseguire la potatura o taglio di ritorno. Solitamente, essendo eseguita su alberi di grossa taglia, precisamente quelli da frutto, è bene effettuare questo procedimento durante il periodo di riposo invernale. Attenzione però ad effettuarla sin da subito su alberi giovani: non stiamo parlando di un taglio di siepe per sfoltire una pianta, bensì di tutt’altro, ovvero di una tecnica che ci permette di salvare la nostra bella pianta, facendola produrre negli anni successivi. Per questo motivo non è detto sia sicuro farla su una pianta giovane.
Su quali piante si effettua la potatura di ritorno
Se ne sente parlare per diverse tipologie di piante, ma sicuramente tra le più diffuse vi è la potatura di ritorno del melo. Stretto parente del melo è il pero e anche su di esso molto spesso si arriva ad intervenire attraverso il taglio di ritorno.
In genere quasi tutti gli alberi da frutto imponenti necessitano di essere tagliati in questo modo in alcune parti. Ad esempio anche il ciliegio molto spesso viene trattato in questo modo e di esso vengono tagliati i rami affinché non si realizzino per i pericolosi monconi.
Fonte: https://www.coltivare.info/potatura-di-ritorno-o-taglio-di-ritorno/

Giardinaggio Sassari
Il giardinaggio è la tecnica e l’arte della coltivazione di piante a scopo principalmente ornamentale. Può essere praticato per hobby, come attività professionale oppure come attività riabilitativa o socializzante all’interno di carceri o istituti, pratica che prende il nome di “Garden therapy”. In generale con il termine “giardinaggio” si indica il complesso delle azioni relative alla creazione e alla manutenzione di un giardino, solitamente privato.
Clima e stagioni
Molte coltivazioni agricole, praticate su scala maggiormente estesa, possono – in certe zone favorite da un clima mite – diventare tipiche anche del giardinaggio ornamentale, specie in certe stagioni dell’anno e sotto talune latitudini: è il caso, ad esempio, dei limoni (prodotti principalmente in Sicilia per una diffusione di massa, ma coltivati anche sulle terrazze di molte città italiane) e degli ulivi, utilizzati a scopo decorativo.
Tecniche colturali
Praticato in serra, comunque, il giardinaggio tradizionale comporta una manutenzione pressoché assidua e regolare, con la eliminazione dei fiori appassiti, dei parassiti e delle erbacce infestanti, nonché una regolare sfoltitura atta a favorire un armonioso e regolare sviluppo della pianta o del fiore.
Al contrario, nel giardino naturale, detto anche giardino ecologico, gli interventi di manutenzione devono e possono essere ridotti al minimo indispensabile per assicurare l’accessibilità e la fruizione dell’area, e per mantenere in stato di relativo equilibrio alcuni tipi di vegetazione intrinsecamente instabili (come il prato e la siepe).
Nel giardinaggio la moltiplicazione delle piante può avvenire per talea, margotta, propaggine, innesto, divisione di tuberi, rizomi, stoloni e bulbi o con la semina.
Progettazione giardini
La progettazione dei giardini, o garden design, è una pratica di confine tra giardinaggio, botanica, architettura e design. Può essere praticata dai proprietari stessi del giardino o da professionisti di vario livello come Agronomi o Architetti. I progettisti devono aver competenze specifiche in materia di agraria, design o architettura.
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Giardinaggio

Servizio imballaggio arredi Sassari
Il materiale da imballaggio da usare per un trasloco
Il trasloco è un vero e proprio impegno a cui bisogna dedicare tempo e particolari, cercare di ottimizzare i tempi è sicuramente un aspetto da tenere d’occhio, per far si che questo aspetto migliori bisogna preparare degli imballaggi di buona fattura e con ciò la maggior parte dei problemi verranno risolti da soli. Vedremo meglio nello specifico il modo e cosa si possa fare per migliorare l’ottimizzazione dei tempi attraverso un imballaggio per il trasloco fatto ad hoc.
Professionista oppure autodidatta?
Quando si affronta un trasloco e la conseguente scelta dell’imballaggio, si hanno due strade davanti: o ci si può affidare a prodotti di alta qualità oppure ci si può improvvisare sui materiali. Spesso la prima idea è quella di scegliere scatoloni del supermercato per avere un risparmio e ciò può inizialmente sembrare una buona idea, ma probabilmente non ne vale la pena sia per la qualità che per la perdita di tempo che la ricerca di questi comporta.
Il mondo in una scatola
Nel caso in cui si dovesse scartare l’ipotesi degli scatoloni da supermercato, ci si deve focalizzare verso i negozi specializzati, in cui si possono trovare vere e proprie scatole da trasloco. La tipologia può differenziare, dato che esse possono essere sia in plastica sia in cartone rinforzato; queste ultime particolarmente consigliate per imballaggio di oggetti particolarmente soggetti ad urti. Le scatole dei negozi specializzati si possono trovare in varie dimensioni, da quella piccola a quella grande e si possono trovare di due tipologie diverse: ad onda multipla più resistenti, ad onda singola che sono leggere e meno resistenti. Le scatole ad onda singola sono perfette per il trasporto di vestiti e con scatole dal peso non superiore ai 6 Kg, mentre le scatole ad onda multipla sono ideali per pesi superiori ai 6 Kg e per oggetti più delicati, che possano subire particolarmente le vibrazioni durante il trasporto.
Scatole scelte ma intorno?
Per un trasloco ed un imballaggio senza rischi, si ha bisogno oltre che delle scatole resistenti e modulari, anche di tanti altri materiali. Innanzitutto serve del materiale per chiudere bene l’imballo come nastri adesivi, scotch, nastro americano da 25 metri o colle, solo per citarne alcuni. Sicuramente quello più rinomato è il pluriball, ma bisogna tener conto anche di: etichette, carta da imballo e sacchi di nylon.
– Pluriball
Il pluriball, o millebolle nella lingua nostrana, è un tipo di imballo ammortizzante. Creato nel lontano 1957 in modo accidentale da due ingegneri; erano a lavoro su una particolare carta da parati che non ebbe il risultato sperato, ciò portò all’evoluzione nel materiale che tutti oggi utilizzano per gli imballi di qualsiasi genere. E’ principalmente utilizzato però per oggetti fragili e ne esistono di diverse grammature; quella standard per un imballo da trasloco di solito è quella da 115 gr/mq. Spesso viene accompagnato da altri materiali complementari come il politene ad alta densità o alla carta classica.
Si consiglia il pluriball anche come antistress durante le concitate operazioni di imballaggio degli oggetti più fastidiosi da imballare.
– Etichette adesive
A volte, durante la confusione e l’agitazione nel riempire le scatole, ci si può dimenticare del contenuto della scatola. Per aggirare questo problema, si può optare per la selezione e suddivisione degli oggetti con etichette adesive. Si consiglia di scrivere sopra la scatola, oltre il contenuto, anche la disposizione e la collocazione della stanza in cui dovrà collocarsi. Ciò migliorerà e dimezzerà i tempi, facilitando lo smistamento delle scatole durante il trasloco.
– Sacchi di nylon
Quando ci si approccia invece all’imballaggio dei mobili, la soluzione più pratica ed utilizzata è sempre quella dei sacchi di nylon. Questi garantiscono una certa solidità e resistenza, oltre al lavoro ottimo che svolgono per la protezione dalla polvere. Si possono acquistare in diverse dimensioni e per ogni tipologia di arredo : che sia un comodino o un armadio.
Conclusioni
Il segreto di un buon imballaggio è il modo di sigillare perfettamente la scatola; per una resistenza maggiore alle sollecitazioni esterne durante i possibili viaggi da un’abitazione all’altra. Si consiglia di avvolgere tutti gli oggetti fragili, come piatti e bicchieri, nel pluriball o nella carta da imballo per evitare accidentali rotture. Come per ogni lavoro fatto bene, c’è bisogno di un’ottima preparazione prima; il trasloco ed il conseguente imballaggio non sono da meno. Bisogna essere metodici e munirsi di prodotti giusti e di giusta pazienza; quest’ultima alla base per cominciare un’avventura lunga e stressante come il trasloco di casa. Si consiglia di pianificare l’imballaggio già su carta, in modo da definire un’idea iniziale su come intraprendere i primi passi. Si calcolino le grandezze e le misure sempre in eccesso, in modo tale da non dover aprire squarci o abbozzare imballaggi sugli oggetti più voluminosi. E come ultimo consiglio c’è sicuramente quello di non abbattersi moralmente a metà dell’opera. L’imballaggio, soprattutto quando fatto da autodidatta, può portare a momenti di sconforto; ottimizzare i tempi con etichette, materiali da imballaggio e magari un aiuto da una persona amica, può ridurre lo stress di molto. Una volta imballato tutto a regola d’arte ed una volta posizionati gli arredi nella nuova abitazione, bisogna solo fermarsi un secondo e godersi la casa.
Fonte: http://www.viterbonews24.it/news/il-materiale-da-imballaggio-da-usare-per-un-trasloco_98600.htm

Servizio imballaggi arredi Sassari
Sfalcio e pulizia aree picnic Asinara
Il Parco dell’Asinara vince il primo premio di Obiettivo Terra
Nell’ambito della XI edizione del concorso fotografico Obiettivo Terra, il Parco nazionale dell’Asinara ha vinto il prestigioso primo premio nazionale dedicato all’Area Protetta che si è maggiormente distinta nel favorire l’accessibilità e la fruibilità alle persone con disabilità e a ridotta mobilità.
Il premio è promosso dalla Fondazione UniVerde e dalla Società Geografica Italiana, in collaborazione con Federparchi e Fiaba Onlus, l’organizzazione senza scopo di lucro che ha come obiettivo quello di promuovere l’eliminazione di tutte le barriere fisiche, culturali, psicologiche e sensoriali per la diffusione della cultura delle pari opportunità. La consegna del premio si è tenuta a Roma mercoledì 15 luglio, da Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente di Fondazione UniVerde.
Il premio è stato assegnato in particolare per il progetto “Tutti al mare all’Asinara”, realizzato a Cala Murighessa, nei pressi del borgo di Cala d’Oliva. “Un sentiero per tutti”, voluto dal Parco che è stato realizzato grazie al finanziamento di due importanti progetti comunitari Girepam ed Ecostrim, orientati a delle nuove sperimentazioni progettuali in tema di accessibilità.
Alla cerimonia hanno partecipato, tra le altre autorità, il Ministro Francesco Boccia, la Sindaca di Roma Virginia Raggi, il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri, la Commissaria Gabriela Scanu e il Direttore Vittorio Gazale, quest’ultimo collegato via web. La manifestazione è andata in diretta in diversi canali, tra cui quelli del Parco Nazionale dell’Asinara dove è ancora visibile, raggiungendo subito 20.000 visualizzazioni e comunicato nelle principali testate nazionali a partire dal Tg1.
L’intervento è localizzato nella Cala Murighessa, situata nel nord est dell’isola dell’Asinara, a poche centinaia di metri dal borgo di Cala d’Oliva. La piccola insenatura si caratterizza per la presenza di un bosco di importanti esemplari di pioppi e di tamerici di dimensioni insolite ed una spiaggia di sabbia bianca interamente ricoperta per tutto l’anno da importanti accumuli di posidonia spiaggiata.
Considerata la qualità dell’acqua, la bellezza del contesto ambientale e la vicinanza al centro abitato, la cala rappresenta una forte attrattiva per i numerosi visitatori del Parco, soprattutto durante il periodo estivo.
L’azione ha quindi permesso il raggiungimento di un duplice obiettivo:
Riduzione dell’impatto della fruizione e maggiore attenzione alla gestione e alla tutela dei depositi di posidonia spiaggiata. Miglioramento dell’accessibilità regolamentata dell’offerta naturale del Parco per specifiche tipologie di utenti deboli come: famiglie, bambini, anziani, disabili.
L’intervento ha previsto la realizzazione di due camminamenti in legno che partono da un’area appositamente attrezzata nel boschetto retrostante, all’interno della quale sono stati posizionati dei tavoli da pic nic, delle panche e dei cartelli informativi sull’importanza della prateria a Posidonia oceanica e delle banquettes. Tutta l’area è accessibile a tutti per una superficie di circa 4.000 metri quadri ed è collegata grazie a dei camminamenti, realizzati su preesistenti passaggi in terra battuta, a due piattaforme galleggianti, da dove iniziano dei percorsi subacquei attrezzati anche per persone non vedenti e con difficoltà motorie. Hanno collaborato al progetto, oltre al Parco Nazionale dell’Asinara – Area Marina Protetta Isola dell’Asinara, l’Agenzia Forestas della Sardegna, l’HSA (Handicapped Scuba Association) e l’Associazione Amp Asinara Diving.
Fonte: https://www.sassarioggi.it/asinara/parco-nazionale-asinara-primo-premio-obiettivo-terra-15-luglio-2020/

Manutenzione del verde urbano Sassari
Buone pratiche per il verde urbano
Una componente importante del patrimonio naturale italiano è rappresentata dalle aree verdi presenti nelle città, come quelle presenti in parchi e ville storiche, giardini pubblici, viali alberati e orti botanici. Tale complessa rete di tessere naturali e semi-naturali fornisce alle comunità urbane una ricca gamma di benefici ambientali, sociali ed economici e va pertanto gestita e tutelata con politiche mirate alla scala locale.
La Legge 10/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” il principale punto di riferimento a scala nazionale sul tema – introduce importanti indicazioni per gli amministratori locali circa la promozione e l’incremento del verde urbano attraverso una serie di iniziative e pratiche. All’Art. 6, per esempio, vengono promosse le iniziative locali per lo sviluppo degli spazi verdi: dall’incremento e dalla conservazione del patrimonio arboreo esistente, al rinverdimento delle pareti degli edifici e alle coperture a verde, alla realizzazione di grandi aree verdi pubbliche, alla sensibilizzazione della cittadinanza alla cultura del verde. Inoltre, il Comitato per lo sviluppo del verde pubblico, istituito ai sensi dell’art. 3 della suddetta Legge ha il compito tra gli altri di monitorare e promuovere le attività degli Enti locali finalizzate all’incremento del verde urbano e peri-urbano (comma 2, lettere a) e b), art.3).
La conoscenza, diffusione e messa in rete delle esperienze virtuose condotte a livello locale sono strumenti fondamentali per il corretto trasferimento delle buone pratiche anche nelle altre realtà, in modo da aumentare la sensibilità e l’attenzione di amministratori e cittadini verso questa importante risorsa di resilienza urbana.
In questo contesto ben si inseriscono le Buone Pratiche sul verde urbano raccolte nella Banca dati GELSO, che spaziano da iniziative volte alla forestazione urbana, alla riqualificazione del paesaggio urbano e periurbano, alla gestione biologica dei parchi cittadini, alla progettazione e gestione di orti urbani, alla valorizzazione del patrimonio naturalistico e delle reti ecologiche.
Fonte: http://www.sinanet.isprambiente.it/gelso/tematiche/buone-pratiche-per-il-verde-urbano

Allestimenti balconette Sassari
100 idee per arredare ed abbellire il balcone di casa
Come arredare il balcone di casa o il terrazzo? Idee, consigli foto ed esempi di arredo per abbellire il balcone ed il terrazzo e renderli originali per stupire anche il vicino di casa.
Il balcone di casa ci permette di godere dello spazio esterno, regalandoci splendidi momenti di relax, soprattutto durante i mesi caldi.
Per cui, con l’arrivo della primavera e dell’estate c’è la voglia di vedere fiorire i propri spazi. Dagli interni agli esterni di un’abitazione ogni angolo è buono per vederlo rinascere.
Così il desiderio di abbellire il terrazzo o il balcone con piante e fiori diventa davvero irresistibile.
Fiori e piante sul terrazzo
Uno dei metodi classici per abbellire i balconi e terrazzi e quello di addobbarli con fiori e piante. In base al tipo di stagione possiamo protendere verso taluni tipologie di piante, dalle sempre verdi a quelle tipiche della primavera, estate, autunno, inverno, con fiori, colori e profumi.
Quindi è fondamentale scegliere le piante e i fiori adatti alla stagione.
Piante e Fiori Primaverili
Sono tantissimi i fiori che da metà marzo alla fine di giugno mantengono la loro fioritura, come le Primule, gli Iris, i Tulipani, i Narcisi, le Margherite, i Crochi, i Giacinti, gli Anemoni, le Viole, le Petunie, le Rose, l’Azalea, il Nasturzio, il Ranuncolo.
Piante e Fiori Estivi
Se il balcone ha una esposizione prolungata ai raggi del sole, è importante scegliere piante e fiori che non temono il caldo e gradiscono la luce diretta.
Senz’altro sono da scegliere:
- la Lavanda,
- il Geranio,
- le Petunie,
- le Surfinie,
- l’ Impatiens.
E non dimenticate le piantine aromatiche utili per dilettarvi in cucina. Coltivate e curate con attenzione durante il corso dell’anno, sapranno regalarvi gradite soddisfazioni ai fornelli, quando dovrete insaporire le vostre creazioni.
Piante e Fiori periodo invernale
Non pensate che il vostro balcone debba rimanere spoglio durante l’inverno! Ci sono fiori che vogliono il freddo, quali:
- i Ciclamini,
- l’Erica,
- i Crisantemi,
- le Viole.
Una splendida e perenne pianta rampicante è senz’altro il rigoglioso Gelsomino Rampicante.
Organizzare lo spazio
Prima di procedere all’acquisto di fiori e piante è importante dare una bella ripulita alle superfici e ai vasi che s’intende utilizzare.
Inoltre, consigliamo di disegnare uno schema della disposizione dei vasi e dell’organizzazione generale dello spazio.
Per chi ha un balcone piccolo consigliamo di optare per la classiche balconette, per lasciare libero lo spazio calpestabile.
Per chi, invece, ha tanto spazio consigliamo le fioriere basse (tonde), che su un terrazzo sembreranno delle vere e proprie aiuole. Anche la proposta di creare una sorta di camminamento, renderà lo spazio domestico molto attraente, soprattutto quando il ritorno a calpestare l’erba vera di un prato richiede molta pazienza.
Oltre alle classiche fioriere, il design ed il fai da te offrono tante idee.
Ad esempio:
- utilizzare le tazze da tè o da caffè come vasi;
- utilizzare cestini in vimini da appendere per coloratissimi fiori;
- utilizzare i pallet per realizzare fioriere verticali;
- utilizzare barattoli di latta come porta piantine aromatiche.
Elementi di arredo
E su un balcone o un terrazzo che si rispetti non possono di certo mancare una comoda sedia ed un tavolino per una rilassante pausa caffè.
Se poi si dispone di più spazio, ci si può sbizzarrire con l’arredo per gli esterni, ed aggiungere una zona ombreggiata per le giornate di sole, e magari un mini bar per servire una fresca bevanda agli amici.
Una zona per la tv e magari un piccolo angolino da dedicare al barbecue.
Insomma, basta davvero poco per rendere splendida il vostro ambiente esterno.
Candele e lanterne
Utilizziamo delle candele da esterno per creare una magica atmosfera nelle serate estive. Quindi un bel SI a candele, lanterne, e fronzoli che arricchiscono il vostro outdoor.
Anche perchè, dovete tenere in conto, che maggior luce avrete all’esterno, e maggiore sarà il desiderio di protrarre la serata, soprattutto quando la compagnia è allegra e non avete alcuna voglia di salutare gli amici.
Unica accortezza, è sistemare le candele ed i lumini in maniera che non possano cascare, ben protetti all’interno di appositi contenitori e sistemati in modo che siano visibili sempre.
Di Filomena Spisso
Fonte: https://www.pianetadesign.it/consigli/100-idee-abbellire-balcone-casa.php

Rasatura Prati Sassari
Il tappeto erboso o prato rasato o pelouse è una tipologia di prato costruito artificialmente, che si trova presso abitazioni, parchi e impianti sportivi. Si distingue dal prato in senso generico per essere ben curato e costantemente rasato con un tosaerba.
Tipi di prati rasati
Prato rustico
Costituito da grande rusticità, è usato per stabilizzare le rive dei fiumi e inverdire le piste da sci. È adatto in situazioni dove si richiede poca manutenzione.
Prato ornamentale
Viene utilizzato presso giardini pubblici e spazi verdi privati. Deve essere molto resistente al calpestamento.
Prato sportivo
È un prato molto fitto e uniforme usato nei campi da gioco (calcio, golf ecc.). Occorrono specie dalla foglia molto sottile, che permettano una perfetta rasatura.
Prato all’inglese
Prato costituito da una sola specie di erba: richiede molta attenzione, irrigazione costante (più facile in climi senza periodo di siccità estiva) ed è soggetto ad attacchi di erbe infestanti.
Tipi di erba utilizzati
Si utilizzano perlopiù graminacee appartenenti ai generi Agrostis, Cynodon, Poa, Festuca, Lolium, Paspalum, Pennisetum, Stenotaphrum, Zoysia, oltre alla Dichondra delle Convolvulacee. La scelta dell’erba è importante soprattutto in relazione alla tipologia climatica (e microclimatica) nella quale si trova il prato da allestire. Le erbe si distinguono in microterme e macroterme che si differenziano per le differenti condizioni con le quali crescono le radici (10-19 °C nel primo caso, 23-32 °C nel secondo). Altre caratteristiche importanti sono l’uniformità di crescita, la resistenza al calpestamento e la rapidità di sviluppo. Spesso si mescolano più tipi di erba per avere più resistenza al clima con estate calda e secca (mediterraneo o submediterraneo) e ai parassiti.
Semina
È consigliato il periodo primaverile; nel periodo autunnale si possono avere buoni risultati non spingendosi troppo oltre ottobre, mentre per quanto riguarda l’estate (escludendo le specie microterme che arrestano la crescita a 30 °C) si dovrà porre attenzione con annaffiature frequenti, specie nelle regioni con periodo secco estivo.
Rasatura e mulching
Il prato andrebbe rasato ogni settimana, massimo quindici giorni, durante tutto il periodo di vegetazione (primavera–autunno).
Esiste una pratica (in inglese mulching) di riciclaggio biodegradabile, che consiste nello sminuzzare l’erba con il tosaerba e di non raccoglierla nel cestello, ma di lasciarla sul prato come fertilizzante organico. Ciò risulta particolarmente utile per i prati di ampie dimensioni.
Prato in zolle o rotoli
Recentemente si è diffuso anche in Italia l’uso del prato a zolle o a rotoli (o pellicce), che permette di avere un prato rasato omogeneo anche nelle condizioni più sfavorevoli.
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Tappeto_erboso

Raccolta e trasporto rifiuti metallici Sassari
In applicazione dell’articolo 1, comma 124, della legge n.124/2017 , il Comitato nazionale dell’Albo gestori ambientali ha adottato la delibera in commento che individua la sottocategoria 4- bis, ovvero l’iscrizione all’Albo, con procedura semplificata, delle imprese che intendono svolgere l’attività di raccolta e trasporto di rifiuti non pericolosi costituiti da metalli ferrosi e non ferrosi, nonché i quantitativi annui massimi raccolti e trasportati.
In effetti la delibera n.4 del 4 giugno 2018 interviene nel processo di attuazione della legge annuale per il mercato e la concorrenza, n.124 del 24 agosto 2017 che, al comma 124 dell’articolo 1, prevede l’individuazione, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del D.M. 1 febbraio 2018, da parte dell’Albo nazionale gestori ambientali, delle modalità semplificate d’iscrizione per l’esercizio dell’attività di raccolta e trasporto dei rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi, nonché i quantitativi annui massimi raccolti e trasportati per poter usufruire dell’iscrizione con modalità semplificate.
Con tale intervento regolatore anche l’Albo gestori ambientali interviene nell’annosa e complessa questione della raccolta e trasporto dei rifiuti costituiti da rottami ferrosi e non ferrosi con l’intento di stabilire una regolamentazione che ponesse fine al fenomeno dell’abusivismo posto in essere da coloro (ambulanti) che, privi di autorizzazione, raccolgono tale materiale, sia presso terzi produttori iniziali, sia su strade pubbliche e private dove giacciono in stato di abbandono, per poi rivenderlo presso gli impianti di trattamento.
L’Albo si pone così nella scia tracciata dalla legge 28 dicembre 2015, n.221 (Green economy) che, per la prima volta, ha introdotto un regime di responsabilità specifico proprio per coloro che svolgono tale attività introducendo il comma 1-bis all’articolo 188 del D.lgs 152/06 in applicazione del quale al produttore iniziale o altro detentore dei rifiuti di rame o di metalli ferrosi e non ferrosi che non provvede direttamente al loro trattamento viene imposto di consegnarli obbligatoriamente ad imprese iscritte all’Albo gestori ambientali in procedura ordinaria cioè ai sensi del comma 5 dell’articolo 212 del D.lgs 152/06 e s.m.i.; lo stesso articolo 188 comma 1-bis stabilisce, inoltre, l’inapplicabilità a tali rifiuti delle deroghe previste dall’articolo 266, comma 5, del citato decreto legislativo, che, come è noto, stabilisce un regime di favore per i rifiuti ambulanti con l’esclusione degli obblighi di tenuta delle scritture ambientali (mud, registri di carico e scarico, formulari,) e degli obblighi autorizza tori ( iscrizione all’Albo gestori ambientali).
In definitiva l’applicazione della legge n.221/2015 ha definitivamente precluso, così come da tempo già aveva fatto la giurisprudenza di merito e di legittimità attraverso le proprie pronunce , agli ambulanti di raccogliere e trasportare i rottami metallici in un regime di favore/ deroga (art.266, comma 5).
Ciò ha portato il legislatore, a distanza di qualche anno dalla legge 221/2015, ad intervenire sulla materia con la legge 4 agosto 2017, n. 124 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza) stante la necessità di introdurre un regime semplificato per questo particolare settore e consentire a tali operatori di regolarizzare la loro attività.
Il Ministero dell’ambiente con il decreto 1 febbraio 2018 ha definito le modalità semplificate relative agli adempimenti per l’esercizio delle attività di raccolta e trasporto di rifiuti non pericolosi di metalli ferrosi e non ferrosi lasciando all’Albo nazionale gestori ambientali, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del suindicato decreto ministeriale, il compito di individuare le modalità semplificate di iscrizione per l’esercizio di tale attività che l’organo centrale, il Comitato nazionale, ha puntualmente fatto con l’approvazione della delibera n.2 del 24 aprile 2018di cui ora passiamo ad esaminarne i contenuti nel dettaglio.
Essa si compone di 5 articoli e di un allegato contenente il modello di comunicazione per l’iscrizione nella categoria 4-bis, ed è entrata in vigore il 15 giugno 2018
Con l’articolo 1 viene definita ed individuata questa nuova sottocategoria la cui iscrizione non consente la contemporanea iscrizione nelle altre categorie relative al trasporto dei rifiuti cioè l’impresa che richiede ed ottiene l’iscrizione in categoria 4-bis non può essere iscritta contemporaneamente in altra categoria, sia ordinaria sia semplificata, di trasporto; può invece richiedere ed ottenere, sussistendone i requisiti, la contestuale iscrizione alle categorie 8,9, 10 ovvero per lo svolgimento di attività di intermediazione di rifiuti, bonifica di siti contaminati e bonifica di beni contenenti amianto.
L’articolo 2 stabilisce i requisiti e le condizioni che devono possedere le imprese che intendono iscriversi alla sottocategoria 4-bis, ovvero:
a) essere iscritte al registro delle imprese o al rea per l’attività di commercio all’ingrosso di rottami metallici (codice ATECO 46.77.10);
b) essere in possesso dei requisiti di cui all’articolo 10, comma 2, lettere a),c),d),e),f),g),i), del D.M. 120/2014;
c) dimostrare la disponibilità, ai sensi della vigente disciplina in materia di autotrasporto, di un veicolo o di non più di due veicoli immatricolati ad uso proprio la cui portata non superi complessivamente 3,5 tonnellate.
Con l’articolo 3 vengono individuati i rifiuti che possono essere raccolti e trasportati con indicazione dei relativi codici Cer e per un quantitativo annuo complessivamente non superiore a 400 tonnellate.
L’articolo 4 della delibera disciplina la procedura d’iscrizione per cui le imprese che intendono iscriversi in tale sottocategoria presentano una comunicazione telematica alla Sezione regionale competente contenente le informazioni richieste nel modello di cui all’allegato A con la quale attestano:
a) la sede dell’impresa;
b) le tipologie di rifiuti che intendono raccogliere e trasportare;
c) gli estremi identificativi e l’idoneità tecnica dei veicoli utilizzati, nonché la conformità degli
stessi con la disciplina in materia di autotrasporto di cose;
d) il pagamento dei diritti di segreteria.
La Sezione regionale,verificata la sussistenza dei presupposti e dei requisiti richiesti per l’esercizio dell’attività da parte delle imprese, delibera l’iscrizione entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione; qualora la sezione regionale accerti il mancato rispetto dei presupposti o dei requisiti richiesti dispone con provvedimento motivato il divieto di prosecuzione dell’attività, salvo che l’interessato non provveda a conformarsi, per non più di una volta, alla normativa vigente entro il termine prefissato dalla Sezione medesima.
Qualora sussista il mancato rispetto dei presupposti o dei requisiti richiesti alla scadenza del termine concesso per la regolarizzazione, nonché in caso di recidiva, la Sezione procede alla cancellazione dell’iscrizione ai sensi dell’articolo 20 del DM 120/2014.
L’iscrizione è subordinata alla corresponsione di un diritto annuale pari a 50,00 euro, ed è rinnovata ogni 5 anni ai sensi dell’articolo 22 del citato regolamento.
Infine, l’articolo 5 della delibera, stabilisce che la presente deliberazione entra in vigore il 15 giugno 2018.
A completamento della disciplina di questa nuova sottocategoria il Comitato nazionale il 4 giugno 2018 ha emanato la delibera n.3 con la quale ha provveduto ad adottare il modello di provvedimento da utilizzare per l’iscrizione (allegato A) ed il modello di provvedimento da utilizzare per il diniego dell’iscrizione (allegato B).
Dr. Gianpietro Luciano
Fonte: https://www.bsnconsulting42.com/2019/05/08/raccolta-e-trasporto-dei-rifiuti-metallici-il-nuovo-regime-semplificato/

Pulizia aree degradate Sassari
Al via nei prossimi giorni il servizio di pulizia delle aree degradate a causa dell’abbandono di rifiuti. L’assessorato all’Ambiente comincia da quelle a Porticciolo e Monte Agnese. Nei giorni scorsi gli uffici hanno proceduto alla firma del contratto del capitolato speciale d’appalto predisposto appositamente.
Nello specifico i rifiuti sono stati rinvenuti mesi fa a Cala Viola e Porticciolo dove son presenti 4 diverse mini discariche caratterizzate da abbandono di rifiuti anche dentro la vegetazione e a Monte Agnese in un ’area di circa 400 metri lineari di strada dove sono presenti circa 20 micro discariche. In entrambi i casi sono presenti rifiuti ingombranti, inerti, materiale vetroso, legno e materiale plastico
Uno scempio che si protrae da tempo e a cui verrà posto rimedio non solo con l’intervento di pulizia e avvio a recupero -ove possibile- delle diverse frazioni ma anche con il posizionamento di cartellonistica indicante sia i divieti di abbandono sia le informazioni per un corretto conferimento dei rifiuti; saranno anche installate delle apparecchiature per la videosorveglianza dei luoghi che in particolare nella strada d’accesso e in uscita in località Mont’Agnese fungeranno da deterrente ad ulteriori azioni di inciviltà.
«Sono tanti gli sforzi che l’Amministrazione mette in campo per porre rimedio ai tanti casi di inciviltà che minano la salute dell’ambiente, ma anche le finanze pubbliche di tutti i cittadini. Operiamo con fiducia – spiega l’assessore all’Ambiente Andrea Montis-, son tanti i segnali che ci indicano che tra la popolazione sta nascendo un nuovo senso civico teso alla tutela ambientale, per questo ringrazio pubblicamente i diversi comitati o singoli cittadini che si adoperano non solo per segnalarci specifici casi ma anche per sensibilizzare la cittadinanza».
Fonte: https://www.lanuovasardegna.it/alghero/cronaca/2020/05/03/news/ambiente-scatta-la-pulizia-delle-aree-degradate-1.38801154

Allestimenti floreali municipi Sardegna
Fioriere permanenti, piante in vaso, potatura e manutenzione: facciamo il punto sul bonus verde
Come noto, con legge n. 205 del 27.12.2017 il legislatore ha introdotto un incentivo applicabile, per l’anno 2018, ai lavori di sistemazione a verde. Sulla base dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate, forniti in occasione di alcuni incontri con la stampa specializzata, possono essere ammesse all’incentivo le spese relative a fioriere, piante in vaso, manutenzione straordinaria e allestimento a verde permanente.
Segnaliamo che il disegno di legge Finanziaria 2019 attualmente prevede la proroga dell’incentivo alle spese sostenute nell’anno 2019.
Con l’articolo 1, comma 12, legge n. 205/2017 viene introdotta una nuova detrazione sui lavori di sistemazione di aree scoperte private di edifici, impianti di irrigazione e realizzazione di coperture a verde, e parti comuni esterne di edifici condominiali.
L’agevolazione, in particolare, consiste in una detrazione del 36% delle spese sostenute fino ad un ammontare complessivo non superiore a 5.000 euro.
Il bonus, valido fino al prossimo 31.12.2018, potrebbe essere prorogato ad opera della legge Finanziaria 2019.
In occasione di alcuni incontri con la stampa specializzata, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sull’ambito di applicazione delle agevolazioni. Di seguito proponiamo le principali precisazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate.
Acquisti da fornitori diversi. Secondo l’Agenzia delle Entrate, l’ipotesi di acquisto di piante, arbusti, cespugli e specie vegetali effettuate presso diversi fornitori e relative al medesimo intervento di sistemazione a verde è del tutto ininfluente rispetto al diritto al beneficio fiscale. Viene in ogni caso ricordato che non sono ammessi all’incentivo i lavori in economia.
Fioriere e allestimento a verde permanente di terrazze e balconi. L’Agenzia delle Entrate ha ammesso l’incentivo l’installazione di fioriere e altri allestimenti a verde, purché le installazioni abbiano carattere permanente e si riferiscano ad un intervento innovativo.
Alberi secolari e alberi ad alto fusto. Rispetto al mantenimento del buono stato vegetativo di alberi secolari o di esemplari arborei di notevole pregio paesaggistico, naturalistico, tutelati dalla legge n. 10 del 14.01.2013, l’Agenzia delle Entrate sembrerebbe ammettere qualsiasi intervento di manutenzione, ivi compresa la potatura ed altri interventi di carattere ordinario.
Rispetto invece alla potatura, l’abbattimento e la piantagione di piante ad alto fusto l’Amministrazione finanziaria richiede (in ogni caso) il carattere innovativo o modificativo dell’intervento.
La fattura dei lavori di sistemazione a verde. Con riferimento agli adempimenti formali, viene specificato che non è necessario, ai fini della fruizione dell’incentivo, l’indicazione in fattura degli estremi di legge.
Acquisto piante in vaso.Pur specificando che l’acquisto di piante in vaso non consentel’applicazione automatica del beneficio, l’Agenzia delle Entrate ha ammesso tale tipologia di spesa.
Si segnala, in ogni caso, che le piante in vaso possono essere incentivate solo se incluse in un più vasto programma di sistemazione a verde (ex novo o di rinnovamento).
A titolo esemplificativo, qualora venga recuperata a verde una parte comune condominiale, possono essere ammesse all’agevolazione anche le piante in vaso utilizzate ad ornamento.
Gestione in economia dei lavori.Come anticipato sopra, non possono essere incentivati i costi relativi ai materiali ed alle piante utilizzate per il recupero di un’area a verde, pertanto non è possibile la gestione in economia delle lavorazioni. Possono essere oggetto dell’agevolazione solo gli interventi e le opere complessivamente necessarie per la sistemazione a verde.
Lavori di sistemazione a verde sulle parti comuni condominiali e su immobili di proprietà esclusiva.Nel caso in cui vengano effettuati lavori di sistemazione a verde delle parti comuni condominiali e su immobili di proprietà esclusiva, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che è possibile la contemporanea applicazione dell’agevolazione nel rispetto dei limiti previsti dalla legge.
In questo caso il contribuente potrà beneficiare dell’agevolazione nel limite massimo di spesa di 5.000 euro per i lavori di recupero sulla sua proprietà e, contemporaneamente, fruire dell’incentivo spettante per i lavori di sistemazione sulle parti comuni, nell’ulteriore limite di 5.000 euro per immobile abitativo.
Si segnala che il limite va applicato separatamente per le due distinte tipologie di intervento, e che non può essere sommato.
Pertanto, qualora il contribuente sostenga spese per 8.000 euro sulla sua proprietà esclusiva e per 2.000 euro sulle parti comuni condominiali, potrà fruire dell’incentivo rispettivamente per 5.000 e 2.000 euro.
Fonte: https://www.condominioweb.com/bonus-verde.15338

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