La Melis Non esegue Solo Servizi di Giardinaggio
Facendo leva su un’offerta multi-servizi e l’esperienza quasi trentennale nei macro-settori dei Traslochi, Giardinaggio, Servizi ambientali e della Pulizia, la Melis & c service si propone nel mercato come unico referente per risolvere fabbisogni di servizi di varia natura.
NON ESEGUIAMO solo sfalcio erba e pulizia dei terreni. La lista delle nostre attività è lunghissima!
° Traslochi e Facchinaggio
° Gestione Archivi
° Pulizie , Sanificazioni, disinfestazioni
° Servizi per l’ambiente
° Giardinaggio
° Deposito merci.
° Servizi di Portierato
° Gestione parchi e punti ristoro
° Raccolta e trasporto ad impianto di smaltimento di rifiuti speciali e solidi urbani
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il boom delle sanificazioni non necessarie
Non buttate soldi in inutili sanificazioni dell’ambiente e concentratevi sui contenuti del protocollo aziendale
Consulenti frettolosi e poco informati, spingono i propri clienti a richiedere interventi di ditte, più o meno specializzate, per sanificare ambienti lavorativi che nulla hanno da sanificare, almeno nel senso indicato dal Ministero della Salute.
La progressiva riapertura della attività commerciali unita alla speranza di ripresa delle attività economiche sta spingendo molti esercenti a pagare fior di quattrini gli interventi di sanificazione dei propri ambienti lavorativi, anche quando questo non è espressamente richiesto.
La voglia di ripartire senza incidenti di percorso, apre le tasche anche di quei datori di lavoro che in questi mesi hanno sofferto le conseguenze economiche del “lockdown”
A proposito di adempimenti , ancor prima dell’emergenza sanitaria, il D.lgs. 9 aprile 2008, n.81 ( più conosciuto come testo unico della sicurezza), all’art. 64, annovera tra gli obblighi del datore quello di sottoporre a regolare pulitura i luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi, onde assicurare ai lavoratori e ai terzi, condizioni igieniche adeguate.
Oggi, parole come pulizia, sanificazione, disinfettazione, bonifica sono diventate di dominio pubblico per chi intende mettersi in linea con le indicazioni delle autorità sanitarie, assurgendo spesso a sinonimi di operazioni in realtà molto diverse tra loro, anche in relazione al costo.
E’ giusto quindi fare un po’ di chiarezza e chiedersi:
- Quali sono le misure obbligatorie e quali quelle liberamente adottate dal datore di lavoro, in materia di rispetto delle misure igienico sanitarie?
- Chi è obbligato ad eseguire questa procedura prima di riaprire la propria attività?
- Qual’è il compito del consulente per la sicurezza in questo frangente?
Queste sono solo alcune delle domande che spesso mi provengono da più parti, per dissolvere una certa confusione interpretativa dei DPCM che si sono susseguiti in questi mesi, in materia di misure urgenti di contrasto e contenimento del diffondersi del virus Covid-19, nei luogo di lavoro.
Confusione sicuramente stimolata anche da quanti, interessati professionalmente, tendono ad incentivare operazioni di sanificazione chimica dei luoghi di lavoro, anche dove non è richiesto o necessario.
C’è da dire che il Governo, già con il DPCM 11 marzo 2020, contenente misure urenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, richiedeva di incentivare le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali.
Raccomandazione ripresa dal Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto in data 14 marzo 2020, tra Governo e parti sociali.
Il Protocollo al punto 4 – pulizia e sanificazione in azienda – stabilisce:
- l’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago;
- nel caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali, si procede alla pulizia e sanificazione dei suddetti secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute nonché alla loro ventilazione
- occorre garantire la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse con adeguati detergenti, sia negli uffici, sia nei reparti produttivi
- l’azienda in ottemperanza alle indicazioni del Ministero della Salute secondo le modalità ritenute più opportune, può organizzare interventi particolari/periodici di pulizia ricorrendo agli ammortizzatori sociali (anche in deroga)
Pulizia in ambienti sanitari
In letteratura diverse evidenze hanno dimostrato che i Coronavirus, inclusi i virus responsabili della SARS e della MERS, possono persistere sulle superfici inanimate in condizioni ottimali di umidità e temperature fino a 9 giorni.
Un ruolo delle superfici contaminate nella trasmissione intra ospedaliera di infezioni dovute ai suddetti virus è pertanto ritenuto possibile, anche se non dimostrato.
Allo stesso tempo però le evidenze disponibili hanno dimostrato che i suddetti virus sono efficacemente inattivati da adeguate procedure di sanificazione che includano l’utilizzo dei comuni disinfettanti di uso ospedaliero, quali ipoclorito di sodio (0.1% -0,5%), etanolo (62-71%) o perossido di idrogeno (0.5%), per un tempo di contatto adeguato.
Pertanto, in accordo con quanto suggerito dall’OMS sono procedure efficaci e sufficienti una “pulizia accurata delle superfici ambientali con acqua e detergente seguita dall’applicazione di disinfettanti comunemente usati a livello ospedaliero (come l’ipoclorito di sodio)”.
Pulizia di ambienti NON sanitari dove hanno soggiornato casi confermati di COVID-19
In stanze, uffici pubblici, mezzi di trasporto, scuole e altri ambienti non sanitari dove abbiano soggiornato casi confermati di COVID-19 prima di essere stati ospedalizzati, verranno applicate le misure di pulizia di seguito riportate.
A causa della possibile sopravvivenza del virus nell’ambiente per diverso tempo, i luoghi e le aree potenzialmente contaminati da SARS-CoV-2 devono essere sottoposti a completa pulizia con acqua e detergenti comuni prima di essere nuovamente utilizzati.
Per la decontaminazione, si raccomanda l’uso di ipoclorito di sodio 0,1% dopo pulizia. Per le superfici che possono essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio, utilizzare etanolo al 70% dopo pulizia con un detergente neutro.
Durante le operazioni di pulizia con prodotti chimici, assicurare la ventilazione degli ambienti.
Tutte le operazioni di pulizia devono essere condotte da personale che indossa DPI (filtrante respiratorio FFP2 o FFP3, protezione facciale, guanti monouso, camice monouso impermeabile a maniche lunghe, e seguire le misure indicate per la rimozione in sicurezza dei DPI (svestizione). Dopo l’uso, i DPI monouso vanno smaltiti come materiale potenzialmente infetto.
Vanno pulite con particolare attenzione tutte le superfici toccate di frequente, quali superfici di muri, porte e finestre, superfici dei servizi igienici e sanitari. La biancheria da letto, le tende e altri materiali di tessuto devono essere sottoposti a un ciclo di lavaggio con acqua calda a 90°C e detergente. Qualora non sia possibile il lavaggio a 90°C per le caratteristiche del tessuto, addizionare il ciclo di lavaggio con candeggina o prodotti a base di ipoclorito di sodio).
Ricapitolando, la circolare del Ministero della Salute n. 5443/2020 prevede unicamente il caso di pulizia (non viene utilizzato il termine “sanificazione”) di ambienti non sanitari dove abbiano soggiornato casi confermati di COVID-19
In tal caso le operazioni devono essere eseguite:
- da imprese autorizzate ai sensi del D.M. 274/1997, che al termine dell’intervento rilasceranno apposita certificazione riguardante l’avvenuto intervento;
- nel rispetto dei protocolli (mascherine FFP2 o FFP3, camice monouso, svestizione, smaltimento dei DPI monouso come materiale potenzialmente infetto, ecc.).
E per quanto riguarda gli ambienti di lavoro dove non vi sono stati casi di positività al Covid-19?
Nulla impedisce al datore di lavoro di effettuare la sanificazione degli ambienti nei termini sopra indicati, ma può andare bene anche effettuare una bella pulizia a fondo.
La pulizia si ottiene con la rimozione manuale o meccanica dello sporco anche – eventualmente – con acqua e/o sostanze detergenti.
Per cui se non rientrate nelle attività sanitarie o in quelle dove hanno soggiornato casi confermati di COVID-19, è inutile correre dietro alle ditte specializzate, meglio concentrarsi sui contenuti del protocollo aziendale anti contagi.
Fonte:
https://paolovaresi.it/covid-19-il-boom-delle-sanificazioni-non-necessarie/
Il taglio del prato Sassari
Rasare l’erba del proprio giardino non significa soltanto averne cura dal punto di vista estetico, ma anche dare al prato una buona salute.
Tagliare frequentemente l’erba, infatti, rafforza la pianta e rende il prato più vigoroso. Ciò lo rende più fitto, condizione che inibisce anche alle infestanti di prendere campo.
Inoltre, un prato con radici forti, riesce a contrastare bene anche periodi di siccità e il calpestio.
Quando si ha un prato giovane, sarà necessario del tempo per avere un appezzamento uniforme. In questo caso è una buona regola limitare l’altezza del taglio e dar tempo alle piante di attecchire bene e ai fili d’erba di inspessirsi. Man mano, sarà possibile effettuare un taglio dell’erba più vigoroso.
L’operazione del taglio erba può essere effettuata con varie attrezzature, che comunque devono essere adeguate al tipo di manto erboso e alle dimensioni del prato.
Ricordiamo che è possibile utilizzare anche attrezzature a mano, certo più economiche ma anche più impegnative dal punto di vista dello sforzo fisico, in generale funzionali se per esempio si deve operare su uno spazio davvero molto esiguo.
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- Partiamo dalla falce, che in effetti era l’unico strumento che si utilizzava in passato per il taglio dell’erba, di sicuro il più economico, ma che deve essere utilizzato in modo sapiente e con la massima attenzione. Vi sono falci a manico lungo o a manico corto, più o meno ricurve.
- I tosaerba (o rasaerba) possono essere di vario genere e devono essere adeguati allo spazio da rasare. Possono essere con motore a scoppio o elettrici. Quelli elettrici (a cavo oppure, molto pratici, quelli alimentati a batteria) sono più indicati per prati di medie dimensioni, ma ve ne sono alcuni (soprattutto a batteria) che lavorano bene anche prati più estesi. Certamente più rumoroso, ma più potente e con grande autonomia, il tosaerba a scoppio, indicato per giardini di grandi dimensioni. Il tosaerba può essere a spinta o a trazione. Ovviamente con un tosaerba a trazione si farà meno fatica, ed è indicato soprattutto per grandi estensioni a prato o se lo si utilizza spesso. Da considerare, inoltre, se il modello di tosaerba che utilizziamo arriva a tagliare anche sui bordi, lungo i muri, le staccionate e attorno agli alberi, ovvero se è provvisto di apposite funzioni tagliabordi. La rifinitura dei bordi, infatti, è importante per avere un prato ben curato e talvolta è necessario provvedervi con forbici o appositi tagliabordi.
- In alcuni casi è possibile anche utilizzare decespugliatori. Da considerare che si tratta di attrezzi piuttosto pesanti, che al più possono essere utilizzati su piccolissimi appezzamenti a prato o se si hanno giardini incolti. Il taglio dell’erba non viene effettuato con una lama ma con un filo. Ciò stressa molto l’erba, che tende a sfibrarsi e a rovinarsi. Il decespugliatore non dà quindi un taglio di precisione, ma può essere utile per tagliare lungo i bordi, nel caso in cui l’erba sia molto alta e abbia bisogno di un primo taglio piuttosto consistente oppure per rifinire zone scoscese.
- Per le grandi estensioni a prato, molto utile il trattorino tosaerba. Ve ne sono di varie dimensioni, dotati di più o meno accessori, sono facili da guidare, ideali per eseguire tagli dell’erba professionali su grandi estensioni.
Qualche consiglio per il taglio dell’erba
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- L’erba andrebbe tagliata regolarmente (poco ma spesso!) d’estate quanto d’inverno, in modo da mantenere il manto vigoroso e in salute; in inverno e in piena estate si può lasciare l’erba a un altezza un po’ maggiore, ma sempre senza esagerare, mentre in primavera, nel momento della massima crescita, il prato si può tenere più basso.
- Utilizzare sempre attrezzatura ben affilata: il taglio è sempre uno choc per la pianta e più il taglio è netto, meno la pianta soffrirà lo stress di sfibramenti e sfilacciamenti (il cosiddetto scalping). Un taglio sfilacciato, infatti, crea alla pianta perdita di linfa e di energia e genera il rischio di potenziali infezioni e ingiallimento.
- Durante l’estate, i momenti più propizi della giornata per il taglio dell’erba sono la mattina e la sera, ovvero quelli più freschi. In ogni caso, evitare accuratamente le ore più calde.
- Evitare di tagliare l’erba in inverno quando c’è gelo e brina.
- L’erba va tagliata quando è asciutta e mai quando il terreno è troppo umido.
- Per quanto riguarda le fasi lunari, la fase più indicata per il taglio dell’erba è quella di Luna calante; in questo modo, si avrà una ricrescita più lenta.
- Il taglio dell’erba va effettuato sempre non asportando più del 30-35% della vegetazione, in modo da non generare uno stress troppo elevato alle piante.
- Se l’erba è cresciuta troppo, non fare un primo taglio troppo drastico, ma regolarsi prima con un taglio che asporta circa un terzo dell’altezza, poi, successivamente, dopo qualche giorno, ripassare con un altro taglio sempre rispettando un terzo dell’altezza, fino a raggiungere l’altezza desiderata.
- Nelle zone in ombra il taglio va alzato.
- È funzionale iniziare un taglio tutto intorno al perimetro da rasare, poi procedere in verticale in senso alternato, cioè tagliando “a righe” o “colonne”, arrivando fino alla fine del giardino e tornando indietro; ciò consente di avere un taglio uniforme.
- Se il tagliaerba che si utilizza ha la funzione mulching, lo sfalcio può essere lasciato sul terreno; in questo modo l’erba, accuratamente sminuzzata (in pratica quasi polverizzata), si decompone, arricchisce il terreno e si trasforma in ottimo nutrimento per il prato stesso.
- Più l’erba da tagliare è alta, più conviene muoversi lentamente con il tosaerba, in modo da dare il tempo all’attrezzo di fare il suo lavoro.
- Durante la primavera, quando la crescita è nel maggior vigore, tagliare il prato ogni 10 giorni circa consente di avere sempre un manto erboso ben curato, di fare poca fatica e di impiegare poco tempo. Il consiglio è di non superare mai i 15 giorni. Durante l’estate il taglio dell’erba può essere effettuato ogni 15-20 giorni.
- Prima di passare il tagliaerba, è buona norma ricordarsi di rimuovere dal prato rami o elementi che potrebbero danneggiare le lame.
- Se non si ha un tagliaerba che agisce anche sui bordi, si potrebbe provvedere innanzitutto a tagliare l’erba dai bordi (manualmente, con un decespugliatore o con un tagliabordi apposito), di modo che, quando si passerà il tagliaerba, l’erba già tagliata verrà da questo raccolta.
Quando si taglia l’erba è sempre buona norma utilizzare protezioni adeguate, scarpe chiuse, pantaloni lunghi e maglie a maniche lunghe; ciò per proteggersi dai detriti e anche dagli insetti.
Fonte:https://casaegiardino.org/giardino/taglio-erba-dal-primo-allultimo-taglio-i-trucchi-degli-esperti/
Abbattimenti Alberi Sassari
Posso tagliare un albero nel mio giardino?
In sintesi, ecco le principali informazioni per procedere alla richiesta dell’abbattimento di un albero nel proprio giardino privato:
- rivolgersi all’ufficio ambientale del proprio Municipio o Comune;
- rispettare i tempi di attesa: se entro 30 giorni dalla richiesta, l’ufficio non dà risposta, è da considerare valida la regola del silenzio-assenso e quindi procedere all’abbattimento;
- richiedere il permesso per l’abbattimento albero anche se la pianta è morta, malata o secca.Quali sono le normative per l’abbattimento degli alberi?
Ci sono diverse normative per l’abbattimento degli alberi. Innanzitutto, in ogni parte d’Italia ogni regione fa riferimento al proprio Regolamento regionale. Per questo è molto complicato procurarsi autonomamente un fac simile o un qualsiasi modulo standard che permetta di procedere alla richiesta di permesso abbattimento albero.
Al Regolamento regionale si aggiungono poi una serie di norme che disciplinano nello specifico le richieste di permesso di abbattimento albero e le procedure stesse che portano a quest’operazione. Dopo la richiesta, infatti, è necessario il sopralluogo di un tecnico agronomo il quale è chiamato a verificare se la pianta debba essere o meno abbattuta. Questa parte della procedura è disciplinata dall’articolo 8 del Regolamento del Verde (casi b e c).
Per quanto riguarda il modulo richiesta autorizzazione abbattimento alberi, come anticipato nel paragrafo precedente, bisogna presentarlo o inviarlo all’Ufficio Ambiente/Ecologia del proprio Comune di residenza.
Ma non solo. Al modulo richiesta autorizzazione abbattimento alberi, è necessario allegare i seguenti documenti:
- planimetria generale dello spazio in cui si desidera intervenire. In particolare, è richiesto di individuare l’immobile in cui si vuole compiere l’operazione di abbattimento o taglio della pianta; in alternativa, è possibile allegare il disegno dell’area in cui si richiede l’intervento localizzando le piante di cui è richiesto l’abbattimento;
- documentazione fotografica che attesti lo stato di fatto delle piante che si desidera abbattere.
E ancora, se si tratta di una richiesta avanzata in seguito a un’assemblea condominiale, al modulo richiesta autorizzazione abbattimento alberi si deve allegare anche il verbale dell’assemblea stessa in cui è stato deliberato che la maggioranza dei condomini presenti era favorevole all’intervento. In mancanza di tale documento, è possibile presentare un’autodichiarazione.
Come specificato in precedenza, la normativa abbattimento alberi può anche variare da un ente comunale all’altro. Basti pensare, ad esempio, che alcune amministrazioni chiedono in allegato una perizia firmata da un tecnico abilitato, qualora si avanzi la richiesta di abbattimento connessa alla pericolosità statica o alle condizioni sanitarie di una determinata pianta.
Nella richiesta di autorizzazione, inoltre, devono essere specificati:
- il numero di piante da abbattere;
- il diametro del tronco;
- la specie delle piante sulle quali si desidera intervenire.
In base al Regolamento regionale, potrebbe essere necessaria anche una motivazione. Per richiedere il permesso a tagliare alberi, nello specifico, le motivazioni possono essere varie, in quanto si può richiedere l’intervento perché l’albero:
- è danneggiato in maniera irrimediabile da parassiti, malattie o anche da calamità naturali;
- è una minaccia di pericolo per l’incolumità, sia privata che pubblica;
- può arrecare danno a manufatti, costruzioni o alle opere e infrastrutture che si trovano nei suoi paraggi;
- è secco o malato.
Per quanto riguarda la normativa per l’abbattimento alberi alto fusto, è da considerare che l’autorizzazione per procedere a queste operazioni è richiesta per tutti gli alberi che hanno un tronco del diametro maggiore di 80 cm. In caso contrario, se l’albero da abbattere presenta un tronco del diametro inferiore a questa misura, è sufficiente inviare una comunicazione scritta all’Ufficio Ambiente/Ecologia del Comune in cui si dichiara esplicitamente di procedere all’abbattimento della pianta.
Per quanto riguarda i costi, l’abbattimento di alberi richiede soltanto il pagamento della marca da bollo da circa 14 euro la quale deve essere applicata alla richiesta di autorizzazione da inviare agli uffici preposti.
È da prendere poi in considerazione, in maniera differenziata, il caso in cui si desideri procedere all’abbattimento di un albero su suolo privato, ma all’interno di un giardino condominiale. In questa specifica situazione, infatti, occorre che l’abbattimento della pianta venga deliberato dall’assemblea a maggioranza delle persone che sono intervenute oltre a un terzo dei millesima, in seconda convocazione.
Qualora si trattasse dell’abbattimento di più alberi di grande pregio (un’operazione che potrebbe deprezzare il decoro del condominio che ne discute) si parla di “innovazione”: in questo caso servono la maggioranza dei partecipante all’assemblea condominiale e i due terzi del valore dell’edificio stesso. La normativa per l’abbattimento di alberi in questo contesto rientra nell’ambito degli atti di straordinario manutenzione, quindi la spesa che ne consegue deve essere ripartita per millesimi di proprietà.
Di quali autorizzazioni ho bisogno per abbattere un albero su suolo privato?
Esistono diverse tipologie di autorizzazioni per abbattere un albero su suolo privato. Innanzitutto, anche se ci si rifa al Regolamento regionale, è necessario recarsi o fare richiesta al Comune o al Municipio di residenza. Le autorizzazioni vengono rilasciate dall’Ufficio Ambiente/Ecologia e, come già accennato, spesso si differenziano di Comune in Comune.
Inoltre, è importante precisare il tipo di operazione che si intende compiere e soprattutto il luogo in cui si vuole procedere.
Ci sono autorizzazioni all’abbattimento di alberi all’interno di proprietà private non boschive che, nella maggior parte dei casi, sono quelle più richieste. Ma non solo. Infatti, bisogna sempre distinguere tra potatura della pianta (che è tutt’altra operazione e prevede un iter completamente diverso) e abbattimento della stessa.
Inoltre, è importante precisare la tipologia di vegetazione sulla quale si andrà ad agire.
Esiste infatti l’autorizzazione per il taglio di alberi ad alto fusto, ma anche le autorizzazione per l’abbattimento di piante di confine non formanti area boschiva. Anche in questo caso, moltissimo dipende dalla tipologia di pianta sulla quale si opera. Ad esempio: per le piante arbustive che presentano un altezza inferiore a 2 metri, c’è da rispettare una distanza minima dal confine di proprietà altrui di 1,5 metri; per le piante arboree, la distanza da rispettare aumenta a 3 metri.
Oltre all’abbattimento, è necessario richiedere l’autorizzazione forestale anche per il taglio di alberi su suolo privato.
Nell’ambito delle operazioni da compiere in aree boschive private, possono esserci diverse autorizzazione che, anche in questo caso, si differenziano in base ai vari Regolamenti regionali. Ad esempio, possono essere richieste autorizzazioni per le utilizzazioni boschive in presenza di un Piano di Gestione Forestale, utilizzazioni boschive in assenza di piano di gestione forestale o semplice esecuzione di lavori.
Questi, naturalmente, sono soltanto alcuni dei numerosi esempi che vanno anche al di là delle richieste di abbattimento degli alberi su suolo privato non boschivo.
Alle procedure burocratiche, tuttavia, si affianca anche la possibilità di usufruire del cosiddetto bonus verde, inserito nella Legge di Bilancio 2018. Il bonus verde si riferisce alla “sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi”. Tra le spese, sono comprese anche quelle di progettazione che eventualmente possono essere connesse a questi interventi.
Questo accorgimento è stato preso con l’intento di aumentare le aree verdi in tutte le zone d’Italia. Non si tratta di un paradosso, in quanto il bonus verde serve soprattutto a incentivare all’abbattimento di quelle piante malate che potrebbero danneggiare porzioni più ampie di vegetazione. Anche quest’intervento, naturalmente, deve essere eseguito da tecnici, ditte specializzate ed esperti del settore previo un sopralluogo, ma anche la pianificazione dello spazio. A tutto ciò si lega il discorso fin qui affrontato, ovvero quello della richiesta di permessi e autorizzazioni per l’abbatimento di alberi su suolo privato. A questa fase fa seguito quella che prevede la scelta dei materiali più idonei alla realizzazione dell’intervento che bisogna compiere su una determinata pianta.
In questi casi, è possibile disporre di diversi metodi di pagamento che permettono a ogni utente di procedere all’abbattimento di un albero e alla semina di una nuova pianta usufruendo del bonus verde previsto dalla Legge di Bilancio 2018. In tal senso, infatti, l’Agenzia delle Entrate ha fornito indicazioni che possono essere considerate alquanto flessibili riguardo i metodi di pagamento che permettono di assicurarsi il diritto alla detrazione del 36% che caratterizza il bonus verde. Rispetto al bonus che riguarda le ristrutturazioni, ad esempio, si può anche evitare di pagare mediante bonus parlante, ma è comunque obbligatorio utilizzare un metodo di pagamento tracciabile. Per questo motivo non sono ammessi pagamenti in contanti per usufruire del bonus verde. Tuttavia, vengono accettati vaglia postali o assegni circolari, per limitarsi ad alcuni esempi. Nel caso in cui si decida di effettuare il versamento tramite bonifico, è necessario precisa in causa lo scopo dell’operazione che consiste nella “tutela del verde”.
Posso incorrere in sanzioni se faccio l’abbattimento senza autorizzazione?
Procedere all’abbattimento alberi senza autorizzazioni è assolutamente vietato. Oltre ad incorrere in sanzioni, si rischia di danneggiare la pianta sulla quale si compie l’intervento, ma soprattutto tutta la vegetazione che la circonda. Senza considerare che, non affidandosi a tecnici ed esperti e con un mancato sopralluogo accurato, è possibile mettere in serio rischio anche l’incolumità di cose e persone che potrebbero trovarsi nei pressi dell’albero o della pianta oggetto dell’abbattimento.
Per questo è sempre necessario richiedere le giuste autorizzazioni agli enti preposti e procedere soltanto nel momento in cui tutto, dal punto di vista meramente burocratico, è in regola.
Le sanzioni per abbattimento alberi senza autorizzazione variano in base a vari fattori: dall’intervento che si va a compiere alla tipologia di pianta interessata dall’operazione fino agli eventuali danni che potrebbero essere arrecati all’ambiente circostante.
In base alla gravità dell’infrazione, le sanzioni per abbattimento alberi senza autorizzazione possono arrivare fino a 498 euro per ogni pianta che viene buttata giù senza permesso. Inoltre, non bisogna dimenticare che è previsto anche l’obbligo di sostituire l’albero. In questo senso, ogni ufficio del Verde ha la facoltà di avanzare diverse richieste a coloro che procedono senza autorizzazione all’abbattimento di un albero e, soprattutto, non provvedono alla sua sostituzione.
Eventuali abbattimenti di alberi compiuti senza la dovuta autorizzazione possono essere segnalati e denunciati da qualsiasi cittadino, in quanto un’infrazione di questo tipo rappresenta in ogni caso un eventuale pericolo, soprattutto per gli spazi verdi e per il loro stato di salute che va al di là della singola pianta oggetto di intervento sul suolo privato.
Fonte: https://www.giardiniterrazzi.it/permessi-bisogna-tagliare-lalbero-nel-giardino/

Servizio di Potatura Nord Sardegna
La potatura consiste in una gamma di interventi atti a modificare il modo naturale di vegetare e di fruttificare di una pianta.
Si tratta di interventi cesori, di modificazioni di posizione dei rami e di altri interventi quali trattamenti con fitoregolatori che modificano in modo analogo ai tagli l’habitus della pianta o di sue parti, la cosiddetta “potatura chimica”. Pur essendo possibili interventi di potatura sulle piante erbacee (es. cimatura del tabacco), normalmente la potatura è condotta sulle piante arboree da frutto e ornamentali. La potatura è necessaria solo quando si nota nella pianta qualche problema o qualche ramificazione troppo estesa, che può ledere il benessere e la produttività (sia in termini di crescita generale sia in quanto a fiori e frutti). I polloni, ad esempio, vanno generalmente eliminati subito. Ogni pianta ha bisogno di una potatura differente, ed è bene scegliere sia la tipologia sia il periodo migliore per effettuarla.
Obiettivi della potatura
La potatura si propone di modificare la pianta per raggiungere una serie di obiettivi:
- dare alla pianta una forma idonea all’utilizzazione ottimale della luce (ma anche per facilitare le operazioni colturali);
- accelerazione dello sviluppo dei giovani alberi per raggiungere al più presto lo scheletro definitivo e l’entrata in produzione;
- avere una migliore e più rapida produzione di frutti:
- raggiungimento di un equilibrio chioma/radici e fase vegetativa/fase riproduttiva, per una produzione alta, costante, di qualità;
- far sì che le piante si adattino alla fertilità agronomica;
- estendere il ciclo produttivo nelle piante senescenti.
Metodi di potatura
Gli interventi praticati con la potatura sono:
- Soppressione: asportazione con un taglio netto, alla base, di branche, rami e germogli
- Cimatura: eliminazione dei nodi terminali di un ramo (potatura verde)
- Spuntatura: eliminazione dei nodi terminali di un ramo (potatura invernale)
- Scacchiatura: eliminazione di germogli avventizi presenti sul tronco
- Raccorciamento: asportazione di una porzione più o meno lunga della parte distale di un ramo
- Speronatura: accorciamento che lascia solo i 2-3 nodi prossimali
- Stroncatura: taglio del tronco alla base, per favorire il ricaccio
- Spollonatura: asportazione dei polloni
- Diradamento: eliminazione di fiori, frutti o rami ritenuti in soprannumero
- Sfogliatura: eliminazione di una parte delle foglie
- Decorticazione anulare: asportazione di un anello di corteccia per favorire la fruttificazione della parte apicale del ramo
- Intaccatura: vengono praticati due tagli a V sopra una gemma per asportare una parte di corteccia e favorire l’emissione di un germoglio
- Incisione: consiste in un taglio che si approfondisce fino all’alburno con lo scopo di indebolire il vigore vegetativo nelle piante da frutto
- Infrangimento: parziale rottura di rami eccessivamente vigorosi per forzarli a fruttificare
- Intaglio: serie di tagli ottenuti con una sega a lama spessa per poter inclinare branche di grosse dimensioni
- Curvatura: non sono previsti tagli ma il piegamento ad arco di rami di cui si vuole rallentare lo sviluppo vegetativo
- Inclinazione: non sono previsti tagli, se non per le branche o rami di grosse dimensioni (vedi l’intaglio), ma l’inclinazione del ramo senza curvatura per favorire l’emissione di nuovi rami
- Divaricazione: non sono previsti tagli ma l’utilizzo di divaricatori per una giusta inclinazione delle branche
- Piegatura: non sono previsti tagli ma l’inclinazione verso il basso di un ramo per rallentare lo sviluppo vegetativo
- Torsione: non sono previsti tagli ma la parziale rotazione di un ramo intorno al suo asse con parziale rottura dei vasi legnosi e stimolazione a fruttificare
Gli strumenti utilizzati nella potatura sono le forbici manuali o pneumatiche, la sega, la scuretta (nel caso dell’Ulivo) e recentemente le potatrici meccanizzate per le coltivazioni specializzate (ad esempio la Vite)
Tipi di potatura
La potatura è distinta in base allo scopo e alla stagione in cui viene eseguita, ricordiamo di seguito quelle più utilizzate:
- Potatura di allevamento o di formazione: praticata con l’intento di dare alle giovani piante la forma ottimale per lo sfruttamento razionale dello spazio e della luce
- Potatura di fruttificazione o di produzione: praticata con l’intento di: favorire lo sviluppo dei rami che portano fiori e/o frutti per migliorarne la qualità; e per mantenere il giusto equilibrio tra attività produttiva e vegetativa della pianta
- Potatura di trapianto: eseguita alla fine dell’inverno, nel momento della messa a dimora delle piantine, per eliminare le radici rovinate, contorte o mal disposte e per effettuare il taglio o intestatura dell’Astone all’altezza dell’impalcatura
- Potatura di riforma o di ristrutturazione: praticata quando sorge l’esigenza di variare la forma di un albero, ritenuta non più idonea ai fini produttivi (ad esempio l’adozione di macchinari per la raccolta dei frutti meccanizzata) od ornamentali
- Potatura di ringiovanimento: praticata con l’intento di rinnovare le piante ormai senescenti, con una drastica riduzione della chioma con la capitozzatura, al fine di ottenere nuovi getti che sostituiranno le branche invecchiate
- Potatura di risanamento o di rimonda: praticata per eliminare le parti di chioma disseccate, spezzate o attaccate da parassiti
- Potatura invernale: praticata per attivare la vegetazione con tagli più o meno drastici a seconda degli scopi, come per il melograno che si consiglia la potatura verso la fine dell’inverno, tra febbraio e marzo
- Potatura verde o estiva: eseguita durante il ciclo vegetativo con lo scopo di deprimere il vigore vegetativo di alcune parti della pianta a favore di altre, con operazioni di spuntatura, scacchiatura, sfemminellatura, diradamento dei frutticini, sbottonatura dei bottoni floreali, cimatura, spollonatura, etc..
- Potatura in ambito forestale praticata su:
- Rami verdi: per ottenere il sollevamento della chioma, nelle conifere si parla di spalcatura; non viene effettuata sulle specie di difficile cicatrizzazione come il Faggio o l’Abete rosso e nelle piante più vecchie
- Rami secchi: praticata nell’Arboricoltura da legno per evitare l’inglobamento dei monconi dei rami nel legno, onde evitare la formazione di nodi e il conseguente deprezzamento commerciale; in Silvicoltura viene a volte praticata allo scopo di migliorare le condizioni di luminosità del sottobosco e per attenuare i pericoli di incendio e gli attacchi dei parassiti
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Potatura

Traslochi Sassari
I prezzi dipendono molto dall’altezza che si deve raggiungere, comunque fino a un 5° o 6° piano si aggirano intorno a 200 euro per mezza giornata e 300 per la giornata intera; certamente, in mezza giornata si trasporta una grande quantità di materiale, il problema è che nei traslochi fai da te l’intervento potrebbe durare due o tre giorni, dato che la persona inesperta smonta gradualmente il mobilio.
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Moltissimo materiale da trasportare: se, oltre ai mobili, nella casa che lasciamo abbiamo molti oggetti, è bene prepararli in modo da farli scendere impiegando il minor tempo possibile, poi il residuo si trasporterà dalle scale in seguito.
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Scale difficilmente accessibili: ci sono palazzi, specialmente di vecchia costruzione, nei quali il trasporto dalle scale è molto difficoltoso e il noleggio di un elevatore esterno diventa quasi un obbligo.
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Mobilio e oggetti da traslocare tutti pronti: se siamo in grado di organizzarci in modo che sia tutto pronto da trasportare, il noleggio dell’elevatore diventa conveniente e ci solleva dalla più grande fatica del trasloco.
Come già detto, puoi rivolgerti alle aziende di traslochi, esistono anche aziende che noleggiano molti tipi di elevatori fra cui le scale aeree; i nominativi sono disponibili sugli elenchi quali le Pagine Gialle oppure reperibili in rete, effettuando una ricerca.
Fonte: proz.com

Potatura siepi Sassari
Come potare le siepi: breve guida passo per passo alla pulizia e alla cura delle siepi del tuo giardino.
Il giardino è una zona importante dell’abitazione: ne è di fatto una parte integrante e può dare grandi soddisfazioni. Tuttavia, per avere risultati soddisfacenti ha bisogno di manutenzione e attenzioni. Fra le varie operazioni da effettuare, la potatura delle siepi è sicuramente una fra le più importanti e impegnative. Ecco allora qualche valido suggerimento su come potare le siepi, per avere uno sfondo armonioso e suggestivo per racchiudere e impreziosire tutto ciò che costituisce il nostro giardino e soprattutto per ripararci da occhi indiscreti.
Una giusta potatura, che rispetti tempi e metodi, non solo offrirà un risultato gradevole alla vista, ma garantirà la stessa salute delle piante, che avranno sempre la giusta dose di aereazione ed il giusto ricambio di fogliame, presupposti indispensabili per tenere lontano le più insidiose malattie crittogamiche. Da tener presente, inoltre, che una giusta potatura indurrà la pianta ad emettere nuove foglie, impedendone lo svuotamento nelle parti basse, che la renderà sempre più compatta.
Per formare una siepe è possibile utilizzare svariate specie arbustive, da quelle compatte e sempreverdi, a quelle a foglia caduca; ovviamente le scelta sarà dettata dalle esigenze, ma soprattutto dalla posizione e dal clima in cui le piante dovranno vegetare.
Esistono due tipi di potatura: quella formale e quella informale. La prima è quella dei giardini classici che adornano le antiche ville, i castelli o le dimore storiche. Con questa tecnica si costringono le piante ad assumere delle forme ben precise e distinte. L’arte topiaria ne è la massima espressione.
La potatura informale, invece, lascia alla pianta la possibilità di crescere più liberamente, pur mantenendo le fronde ordinate e composte. Questa potatura si effettua sia alle piante sempreverdi che a quelle a foglia caduca.
Per la scelta delle piante da adottare nella realizzazione di una siepe è da tener presente che quelle sempreverdi sono generalmente più rustiche e, quindi, meno bisognose di attenzioni. Tra queste ricordiamo il viburno, l’abelia, il lauro ceraso, il bosso, il pyracantha e il ligustro. Fra le specie a foglia caduca troviamo l’acero campestre, il berberis, il biancospino, la potentilla, il sinforicarpo. Se la tua siepe non ha il compito di riparare il giardino anche in inverno da sguardi indesiderati, con le specie a foglia caduca si possono ottenere effetti policromatici veramente ammirevoli.
Come per tutte le operazioni manuali, anche la manutenzione del giardino non sfugge alla regola che per ottenere risultati soddisfacenti sono assolutamente necessari gli utensili giusti.
Per la potatura delle siepi, quindi, ti dovrai munire di forbicioni con lame affilate, o tosa siepe elettriche o a scoppio. Per i rami più grossi avrai bisogno anche di un seghetto.
Inizia a potare la siepe dal basso, stabilendo così la larghezza che vuoi ottenere, e prosegui verso l’alto stringendo un poco. In questo modo, anche le parti basse delle piante riceveranno sufficiente luce. Se vuoi un aiuto per ottenere un taglio più preciso, potrai tendere un filo fra due paletti e seguire così una linea guida diritta. Durante i primi anni di messa a dimora le potature saranno più frequenti (anche due – tre volte l’anno), perché saranno potature di formazione; si indurrà quindi la pianta alla continua produzione di foglie che infoltiranno la tua siepe.
A partire dal quarto anno si poterà la siepe soprattutto per mantenere l’altezza e la larghezza ottenuta. Il taglio deve essere netto e obliquo, eseguito in prossimità di una gemma ed effettuato con lame disinfettate per evitare l’attacco di eventuali funghi o batteri. Tra le piante sempre verdi, i periodi di potatura si differenziano a seconda della bellezza della fioritura. Le siepi con fioritura insignificante si potano sia in autunno che alla fine dell’inverno; si costringe così la pianta a raggiungere le dimensioni desiderate in minor tempo. Altro discorso per le siepi sempre verdi con fioriture ad alto potenziale decorativo: dovranno essere potate solo dopo la fioritura. Questo implicherà un tempo più lungo per il raggiungimento delle dimensioni che ci siamo prefissate. Per la potatura delle siepi a foglia caduca è necessario aspettare l’inizio della ripresa vegetativa. Si dovranno togliere i rami secchi, rotti o con poche foglie evitando però di creare degli antiestetici vuoti.
Fonte: https://www.donnad.it/da-realizzare/giardinaggio/pollice-verde/come-potare-le-siepi

Sfalcio Canneti, Rovi, Fichi d’india Sassari
Servizio di Cippatura Sassari
Il cippato è legno ridotto in scaglie, con dimensioni variabili da alcuni millimetri a qualche centimetro, prodotto a partire da tronchi e ramaglie attraverso la cippatrice, e che può essere utilizzato come combustibile o materia prima per processi naturali e/o industriali.
Caratteristiche
Come le altre biomasse ligno-cellulosiche, non può essere considerato di per sé una fonte rinnovabile come energia solare e energia eolica per i lunghi – quando possibili – tempi di formazione e crescita della pianta d’origine; tuttavia il cippato può costituire la materia prima per la crescita delle specie vegetali d’origine in un ciclo chiuso. Condizione necessaria per la rinnovabilità è che il prelievo dalla sorgente non sia superiore all’accrescimento della stessa. Può essere prodotto da scarti di lavorazioni agricole e forestali o da colture dedicate (short rotation).
Può essere utilizzato sia per la produzione di energia elettrica in centrali a biomasse, sia per produrre calore o in forma combinata in impianti di cogenerazione. Può alimentare sia impianti di piccola taglia (pochi kW) che grandi impianti fino all’ordine di diversi MW. In Italia si sta diffondendo il suo utilizzo a causa dei bassi costi di produzione e grazie all’incentivazione dei Certificati Bianchi (TEE) nelle caldaie a biomassa e negli impianti a Pirogassificazione. Data la sua origine biologica, se non contaminato, può essere un ottimo elemento, economico e naturale, per orti, terreni agricoli, giardini e per produrre compost.
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Cippato

Potatura Alberi Sassari
POTATURA ALBERI: COS’È LA CAPITOZZATURA E PERCHÉ INDEBOLISCE LE PIANTE
La capitozzatura è un tipo di potatura che purtroppo viene ancora praticata sugli alberi ornamentali dei viali urbani e sul verde pubblico in genere, nonostante siano evidenti i danni che provoca alle piante.
Gli alberi capitozzati sono un’immagine emblematica nella mente di qualunque cittadino, il quale vedendo un albero esteticamente mutilato dopo una potatura obiettivamente aggressiva avrà rassicurato la propria perplessità pensando che un taglio così netto alle fronde dovrà sicuramente servire a rinforzare il vigore della pianta. Ma così non è, perché in questo modo gli alberi privati della gran parte delle branche principali vengono, al contrario, esposti a un maggiore rischio di malattie e attacchi di parassiti, diventando più deboli e meno stabili.
Questa tecnica del capitozzare le ramificazioni principali dovrebbe essere praticata solo in via straordinaria, in casi di particolari interventi di riforma, quindi non su alberi sani. Le potature estreme del verde pubblico sono più da associarsi alla scelta di investire poche risorse nella manutenzione del verde piuttosto che a pratiche ancestrali per rinvigorire le essenze arboree. Nel lungo periodo, dopo la capitozzatura, i rami tendono a spezzarsi più facilmente; inoltre, la più frequente rimozione dei rami penzolanti e dei danni eventualmente causati dalla caduta vanno, invece, considerati come costi dalle amministrazioni che scelgono di risparmiare nel breve periodo.
Gli alberi capitozzati vanno incontro a stress e a un generale indebolimento e ciò li espone maggiormente al rischio di sradicamento: le radici, già penalizzate dalle pavimentazioni urbane, potrebbero seccarsi vista l’inutilità di un apparato radicale vasto per una chioma molto ridotta.
I nuovi germogli degli alberi che sopravviveranno alla capitozzatura cresceranno numerosi vicino al “capitozzo” del ramo ormai andato e sono quelli che diventeranno nuove branche dell’albero. Peccato che saranno molto meno solidi rispetto ai rami originari per il tipo di attaccatura che si sviluppa vicino all’incisione, con un punto di intersezione più debole poiché molto superficiale. Queste nuove ramificazioni – che tenderanno a spingere verso l’alto e non a crescere ad ombrello – si romperanno molto più facilmente in seguito a forti precipitazioni e a venti sostenuti. Un albero capitozzato è dunque molto più pericoloso di uno che ha avuto interventi di potatura equilibrati.
Con la capitozzatura, inoltre, il legno dell’albero è più esposto al potenziale ingresso di agenti patogeni in grado di causare gravi malattie e condannare l’albero alla rimozione completa; inoltre, senza la protezione della chioma, il sole diretto può causare scottature nei tessuti vitali appena al di sotto della corteccia.
In conclusione, la mancata manutenzione nel verde pubblico urbano ed extraurbano della provincia è stata parte integrante delle cause che hanno portato alla caduta di molti alberi in seguito, soprattutto, ai forti venti che hanno battuto la provincia pontina da ottobre ad oggi. Ma è altrettanto vero che procedere con potature estreme come la capitozzatura può voler dire mettere a rischio la stabilità e la resistenza degli alberi che si volevano mettere in sicurezza.
Fonte: https://latinatu.it/potatura-alberi-cose-la-capitozzatura-e-perche-indebolisce-le-piante/


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