Potatura siepi Sardegna
Come potare le siepi: breve guida passo per passo alla pulizia e alla cura delle siepi del tuo giardino.
Il giardino è una zona importante dell’abitazione: ne è di fatto una parte integrante e può dare grandi soddisfazioni. Tuttavia, per avere risultati soddisfacenti ha bisogno di manutenzione e attenzioni. Fra le varie operazioni da effettuare, la potatura delle siepi è sicuramente una fra le più importanti e impegnative. Ecco allora qualche valido suggerimento su come potare le siepi, per avere uno sfondo armonioso e suggestivo per racchiudere e impreziosire tutto ciò che costituisce il nostro giardino e soprattutto per ripararci da occhi indiscreti.
Una giusta potatura, che rispetti tempi e metodi, non solo offrirà un risultato gradevole alla vista, ma garantirà la stessa salute delle piante, che avranno sempre la giusta dose di aereazione ed il giusto ricambio di fogliame, presupposti indispensabili per tenere lontano le più insidiose malattie crittogamiche. Da tener presente, inoltre, che una giusta potatura indurrà la pianta ad emettere nuove foglie, impedendone lo svuotamento nelle parti basse, che la renderà sempre più compatta.
Per formare una siepe è possibile utilizzare svariate specie arbustive, da quelle compatte e sempreverdi, a quelle a foglia caduca; ovviamente le scelta sarà dettata dalle esigenze, ma soprattutto dalla posizione e dal clima in cui le piante dovranno vegetare.
Esistono due tipi di potatura: quella formale e quella informale. La prima è quella dei giardini classici che adornano le antiche ville, i castelli o le dimore storiche. Con questa tecnica si costringono le piante ad assumere delle forme ben precise e distinte. L’arte topiaria ne è la massima espressione.
La potatura informale, invece, lascia alla pianta la possibilità di crescere più liberamente, pur mantenendo le fronde ordinate e composte. Questa potatura si effettua sia alle piante sempreverdi che a quelle a foglia caduca.
Per la scelta delle piante da adottare nella realizzazione di una siepe è da tener presente che quelle sempreverdi sono generalmente più rustiche e, quindi, meno bisognose di attenzioni. Tra queste ricordiamo il viburno, l’abelia, il lauro ceraso, il bosso, il pyracantha e il ligustro. Fra le specie a foglia caduca troviamo l’acero campestre, il berberis, il biancospino, la potentilla, il sinforicarpo. Se la tua siepe non ha il compito di riparare il giardino anche in inverno da sguardi indesiderati, con le specie a foglia caduca si possono ottenere effetti policromatici veramente ammirevoli.
Come per tutte le operazioni manuali, anche la manutenzione del giardino non sfugge alla regola che per ottenere risultati soddisfacenti sono assolutamente necessari gli utensili giusti.
Per la potatura delle siepi, quindi, ti dovrai munire di forbicioni con lame affilate, o tosa siepe elettriche o a scoppio. Per i rami più grossi avrai bisogno anche di un seghetto.
Inizia a potare la siepe dal basso, stabilendo così la larghezza che vuoi ottenere, e prosegui verso l’alto stringendo un poco. In questo modo, anche le parti basse delle piante riceveranno sufficiente luce. Se vuoi un aiuto per ottenere un taglio più preciso, potrai tendere un filo fra due paletti e seguire così una linea guida diritta. Durante i primi anni di messa a dimora le potature saranno più frequenti (anche due – tre volte l’anno), perché saranno potature di formazione; si indurrà quindi la pianta alla continua produzione di foglie che infoltiranno la tua siepe.
A partire dal quarto anno si poterà la siepe soprattutto per mantenere l’altezza e la larghezza ottenuta. Il taglio deve essere netto e obliquo, eseguito in prossimità di una gemma ed effettuato con lame disinfettate per evitare l’attacco di eventuali funghi o batteri. Tra le piante sempre verdi, i periodi di potatura si differenziano a seconda della bellezza della fioritura. Le siepi con fioritura insignificante si potano sia in autunno che alla fine dell’inverno; si costringe così la pianta a raggiungere le dimensioni desiderate in minor tempo. Altro discorso per le siepi sempre verdi con fioriture ad alto potenziale decorativo: dovranno essere potate solo dopo la fioritura. Questo implicherà un tempo più lungo per il raggiungimento delle dimensioni che ci siamo prefissate. Per la potatura delle siepi a foglia caduca è necessario aspettare l’inizio della ripresa vegetativa. Si dovranno togliere i rami secchi, rotti o con poche foglie evitando però di creare degli antiestetici vuoti.
Fonte: https://www.donnad.it/da-realizzare/giardinaggio/pollice-verde/come-potare-le-siepi

Montaggio arredi Sassari
L’arredamento è «l’arte e la tecnica di conformare con vari elementi (divisori, mobili, suppellettili ecc.) gli ambienti interni al fine di renderli più funzionali e confortevoli». Questa tecnica mantiene, quindi, uno stretto e imprescindibile rapporto con l’attività di disegno degli spazi, che, a sua volta, non può fare a meno della progettazione degli arredi. Come tecnica progettuale, è definita anche architettura degli interni.
Elementi
Alcuni elementi architettonici come pareti, pavimenti e soffitti possono essere modificati con decorazioni come quadri o tappeti, specchi e trompe-l’œil, questi modificano la percezione dello spazio.
Lo stesso dicasi per i soppalchi, armadi o librerie a muro.
Gli elementi d’arredo si possono raggruppare in ben cinque categorie:
- Elementi bidimensionali fissi;
- Elementi bidimensionali mobili o semimobili (tende, arazzi, tappeti);
- Elementi tridimensionali fissi strutturalmente connessi all’ambiente (scale, arredi a muro);
- Elementi tridimensionali mobili, sostenitori o contenitori;
- Elementi tridimensionali mobili non portanti ma, perlopiù, portati (quadri, specchi).
Studio dello spazio
Lo studio della disposizione degli arredi, fissi o mobili che siano, è determinato da vari fattori, di natura sia estetica sia funzionale. In primis, l’utilizzo che ne verrà fatto, presupponendo l’utilizzo alla famiglia che lo utilizzerà, porta alla divisione dell’ambiente, ossia alla collocazione in pianta di quelle che sono le varie partizioni e i diaframmi (divisioni-non divisioni tramite pannelli, teli, vetri etc.) Successivamente alla divisione viene la collocazione degli elementi d’arredo e la decorazione dell’ambiente, la sua caratterizzazione in base a uno o più stili correlati tra loro, lo studio delle luci e dello spazio vitale, il dimensionamento ergonomico e la creazione di percorsi teorici per concretizzare una piacevole fruizione dello spazio.
Principali stili d’arredamento
- Arredamento classico: mobili antichi, preferibilmente artigianali, o quanto meno riproduzioni moderne di pezzi antichi.
- Arredamento rustico: mobili di legni non pregiati e mattoni a vista richiamano le antiche case di campagna.
- Arredamento decorativo: soprammobili e quadri sono elementi dominanti, che si richiamano tra loro e riempiono ogni spazio.
- Arredamento moderno: materiali sintetici e superfici tecnologiche rendono questo arredo abbastanza freddo ma pulitissimo nelle linee.
- Arredamento contemporaneo: linee pulite e colori chiari con richiami allo stile nordico; stile moderno ma con fusione di elementi in pietra o legno.
- Arredamento di design: insieme di elementi di arredo progettati da noti architetti e oggetto di convegni e fiere tra cui il salone del mobile di Milano contenente sia “interior design”, sia di “exterior design
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Arredamento

Pulizie con idropulitrice Sardegna
L’idropulitrice è un macchina che, grazie ad un getto d’acqua ad elevata pressione, rimuove sporco ed incrostazioni da qualsiasi superficie solida.
Composizione
L’idropulitrice può essere alimentata con corrente elettrica o con combustibile liquido (benzina o gasolio), come fluido di pulizia impiega l’acqua che grazie all’elevata pressione d’impatto sulla superficie funge da mezzo meccanico di rimozione dello sporco. Essa è normalmente costituita di:
- pompa dell’acqua ad alta pressione;
- motore elettrico, che può essere anche un motore endotermico;
- tubo per acqua ad alta pressione che comunemente sopporta pressioni fino a 300 bar, tuttavia, per applicazioni speciali esistono idropulitrici in grado di superare i 1600bar (ad esempio per rimuovere graffiti);
- pistola;
- lancia;
- ugello.
Esistono diversi tipi di idropulitrici, alcune offrono la possibilità di essere alimentate con acqua calda, altre, dotate di riscaldatore a bordo permettono in riscaldamento dell’acqua (anche fino allo stadio vapore). Molte permettono l’utilizzo di uno o più prodotti chimici. Esistono inoltre idropulitrici dotate di un sistema automatico di riutilizzo dell’acqua (tuttavia in questo caso l’acqua non potrà essere nuovamente riscaldata in quanto le parti in sospensione contenute nella stessa formerebbero degli strati solidi che nel tempo otturerebbero la serpentina del riscaldatore).
Principio di funzionamento
Il motore fa girare una pompa ad alta pressione la quale, per mezzo di pistoni in ceramica o acciaio, mette in pressione l’acqua. Un’apposita valvola di regolazione, consente di regolare la quantità d’acqua che si intende far riciclare in testata, in questo modo è possibile variare il rapporto pressione / portata dell’acqua in uscita (tuttavia è buona norma non far riciclare acqua, in quanto la stessa aumentando di temperatura tende ad usurare le parti interne del gruppo pompante oltre a quelle della valvola di regolazione).
L’acqua in pressione può essere scaldata attraverso la serpentina di una caldaia montata a bordo macchina.
L’acqua ad alta pressione percorre tutto il tubo, quindi attraversa la pistola e lancia per fuoriuscire da un ugello con foro calibrato in base alla pressione di lavoro ed alla portata dell’acqua.
Ad esempio: avendo un’idropulitrice con portata pari a 1800 l/h e dotandola di un ugello 4055 si otterrà un getto con apertura a ventaglio di 40° ed una pressione d’esercizio pari a 180 bar (nella scelta dell’ugello è fondamentale verificare quale sia la pressione massima di esercizio della macchina indicata nella documentazione tecnica della stessa); angoli maggiori ampliando la superficie di applicazione riducono la forza di impatto abbassando la qualità di pulizia, angoli minori riducendo la superficie di applicazione, aumentano la forza di impatto e migliorano il risultato in pulizia. Per dare un’idea, normalmente nel settore lavaggio auto sono impiegati ugelli a 25°, nel settore pulizia camion sono invece preferiti ugelli a 15° (come quello impiegato nella foto).
Uso
L’idropulitrice consente di lavorare con un alto rendimento in quanto, a seconda della potenza del motore, è possibile creare un getto d’acqua estremamente potente e concentrato su una piccola superficie; tale getto, a seconda del tipo di ugello montato, può essere puntiforme, e in questo modo può essere usato anche per tagliare la pietra, oppure può essere a ventaglio, come generalmente usato per la pulizia e la rimozione di incrostazioni; utilizzando appropriati accessori, infine, è possibile effettuare anche operazioni di sabbiatura ad acqua e di schiumatura.
Sul mercato si possono trovare idropulitrici di diverse fasce di prezzo e quindi diverse caratteristiche; le portate in acqua possono variare da 4 a oltre 100 litri minuti (l/min), le pressioni più comuni oscillano da 80 bar ad oltre 200 bar (nel contesto pulizia).
Pericoli
La potenza della idropulitrice genera un potenziale pericolo per l’operatore e per l’ambiente circostante se usata senza le dovute precauzioni. In particolare: spesso le acque utilizzate per le operazioni di pulizia risultano essere contaminate dagli stessi agenti inquinanti che sono stati rimossi dalle superfici trattate. Secondo quanto disposto dalle attuali normative di carattere ambientale comunitarie, l’utilizzo delle idropulitrici in campo professionale è regolamentato e prevede che tutte le acque debbano essere raccolte tramite griglie e pozzetti di raccolta e debbano essere o smaltite come rifiuto speciale o trattate prima della immissione in fogna, in acque superficiali o a mare.
Come scegliere l’idropulitrice
Oltre alla pressione di lavoro massima e alla portata d’acqua, nella scelta dell’idropulitrice ideale è da tenere in considerazione la presenza e la tipologia di accessori, sia in dotazione che nell’eventualità di acquisto futuro. Molte idropulitrici di diverse marche sono vendute in differenti kit: il kit auto con spazzola dedicata e contenitore detergente, il kit casa con l’apposito accessorio lavapavimenti, il kit giardino ecc. Ovviamente la presenza di un buon numero di accessori ne aumenta il prezzo totale. Inoltre, la possibilità di acquistare separatamente anche in futuro gli accessori e parti di ricambio è importante nel caso di usura di alcune parti della macchina o danneggiamento di alcuni accessori. Altro punto da valutare è la maneggevolezza dell’idropulitrice con la presenza di apposite maniglie, rotelline per il trasporto, la lunghezza del tubo ad alta pressione che collega la pistola ad alta pressione alla macchina, il peso e l’ingombro complessivo dell’apparecchio che avrà nel ripostiglio. Non meno importante è valutare il servizio di assistenza post vendita. Molte marche tra i più affidabili e conosciute effettuano il ritiro del prodotto guasto e la riconsegna direttamente a domicilio con conseguente risparmio di tempo rispetto alla classica consegna al centro assistenza più vicino.
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Idropulitrice

Facchinaggio Sassari
L’attività di facchinaggio e movimentazione merci può essere svolta in forma artigiana ove ricorrano i requisiti di cui alla L. 443/1985 ed i requisiti per l’esercizio dell’attività devono essere posseduti dal titolare o da parte di tutti i soci di s.n.c., dei soci accomandatari, degli amministratori di società di capitali prestatori d’opera, come previsto dagli artt. 2, 4 della stessa legge e può essere iniziata dal giorno della presentazione della pratica all’ufficio competente completa e corretta, corredata della documentazione e delle dichiarazioni richieste dalla normativa vigente (la data di inizio dell’attività deve quindi corrispondere a quella di presentazione della pratica-Scia).

Gestione del verde Sassari
Una motosega (talvolta moto sega) è una sega meccanica portatile dotata di sega. Molto diffusi sono i modelli con motore a scoppio.
Storia
L’invenzione della sega si deve al tedesco Emil Lerp che nel 1927, sul monte Dolmar in Turingia, dopo un lungo e faticoso periodo di ricerca, progettò e testò il primo prototipo di sega. Questa sega segnò l’inizio della svolta epocale per gli utilizzatori, nonostante pesasse 58 kg e dovesse essere utilizzata da almeno 2 persone contemporaneamente. È solo nel 1952 che compare la prima sega “da singolo”, segnando un ulteriore passo avanti per il trattamento del legno.
Descrizione
Una motosega consiste in un motore a due tempi alimentato con una miscela olio-benzina, in una “guide bar” che serve a trasmettere il movimento dal motore alla catena, la quale funge da lama vera e propria. Si tratta, infatti, di una catena assai simile a quella utilizzata nelle biciclette. Ogni segmento di questa catena ha una piccola lama, chiamata “dente”.
Alcuni modelli (meno potenti ma più leggeri) sono dotati di un motore elettrico (elettroseghe).
Uso
Viene di solito utilizzata in attività come il taglio degli alberi, la potatura e il taglio dei tronchi degli alberi, sia da boscaioli che dai vigili del fuoco, per aprire varchi in strutture (case, automobili ecc.) incendiate. Alcune motoseghe hanno lame particolari, sviluppate appositamente per usi speciali, ad esempio i vigili del fuoco sono dotati di motoseghe con catene particolari in Widia per il taglio del metallo e per soccorrere persone intrappolate dalle lamiere di incidenti stradali o ferroviari, le stesse sono impiegate in cantiere per il taglio dei blocchi in calcestruzzo aerato autoclavato.
Manutenzione
Una motosega deve essere lubrificata con due oli diversi: uno per il motore, miscelato con la benzina, l’altro per la catena. Nel primo caso, è lo stesso combustibile a lubrificare il motore, in quanto, essendo un motore a due tempi, il combustibile contiene fra il 2 e il 5% di olio.
Invece la catena viene oliata con un olio particolare, fabbricato in modo tale da evitare gli schizzi della forza centrifuga della lama, con un’elevata viscosità in modo che l’olio stesso non venga completamente disperso poiché, non solo aiuta la catena nello scorrimento all’interno della barra di guida, ma ne evita anche il surriscaldamento. L’uso di un olio sbagliato (per esempio in viscosità) è spesso causa di danneggiamento della sega, e talvolta accade che la catena si stacchi dalla barra di metallo, risultando molto pericolosa.
Un’operazione da effettuare saltuariamente a intervalli di tempo dipendenti dalla quantità di legna tagliata e dalla sua durezza, è l’affilatura dei denti della catena: questa può essere effettuata con un’apposita lima oppure, più agevolmente, con un attrezzo elettrico semiautomatico da banco, dotato di mola smeriglio.
Sicurezza
L’uso di una motosega può risultare assai pericoloso anche se viene utilizzata con tutte le precauzioni. Può accadere che la catena in movimento, in corrispondenza della parte superiore della punta della barra di guida, tocchi improvvisamente un oggetto, o rimanga incastrata nel legno a causa del taglio operato: in questo modo, la catena si blocca e la punta della motosega viene spinta violentemente verso l’alto, con la possibilità che l’operatore perda il controllo dell’attrezzo o che finisca per ferirsi con lo stesso. Questo fenomeno, detto contraccolpo, avviene anche qualora si utilizzi la motosega per tentare di tagliare materiali non idonei.
Peraltro il pericolo derivante da questo fenomeno viene ridotto con l’utilizzo del freno catena, un freno a nastro, che agisce sulla campana della frizione, provocando l’arresto immediato. Il dispositivo viene azionato da una leva posta davanti all’impugnatura superiore della motosega; questo avviene automaticamente quando la macchina compie un movimento brusco, come ad esempio l’impennamento dovuto ad un contatto accidentale della punta della spranga con un motore accelerato. Oltre al freno catena, la motosega è dotata di altri dispositivi di sicurezza: l’impugnatura antivibrante, sicura per l’acceleratore e i dispositivi di sicurezza per rottura catene.
L’impugnatura antivibrante serve per proteggere l’operatore dalle vibrazioni che si trasmettono alle mani attraverso l’impugnatura. La sicura per l’acceleratore è costituita da una levetta che viene schiacciata con il palmo della mano al comando dell’acceleratore. Se questo non avviene, l’acceleratore resta bloccato. Infine si hanno i dispositivi di sicurezza per rottura catene che proteggono la mano in caso di rottura della catena. Questi consistono in un allargamento della motosega nella parte posteriore dell’impugnatura.
Per questo in molte parti del mondo in cui la motosega è uno strumento diffuso si impone che l’operatore indossi un abbigliamento speciale e che sia addirittura in possesso di una licenza per l’uso. Altri disturbi derivanti dall’uso della motosega sono l’acufene e altre malattie dovute alle vibrazioni e ai rumori emessi dall’attrezzo.
Sicurezza motoseghe portatili per la potatura
L’uso delle motoseghe portatili per la potatura, più leggere rispetto a quelle tradizionali, comporta ulteriori rischi, perché c’è la possibilità di impugnarle con una sola mano e possono essere utilizzate anche da operatori non professionisti. Anche la motosega portatile deve essere dotata dei requisiti essenziali previsti dalla normativa come visto nelle linee guida del ISPESL, che sono gli stessi visti sopra per la motosega normale. Una parte pericolosa durante l’uso è l’impugnatura, dato che può essere utilizzata con una sola mano. La motosega normalmente dovrebbe essere impugnata saldamente, con la mano destra sull’impugnatura posteriore e quella sinistra su quella anteriore. Tutti gli operatori devono impugnare la motosega in questo modo anche se sono mancini ed inoltre è molto importante non abbandonare mai la presa. Per quanto riguarda l’impugnatura con una sola mano, bisogna tener presente che in condizioni di lavoro instabile i lavoratori devono utilizzare sempre entrambe le mani. L’impugnatura con una sola mano può essere effettuata solo se:
- è necessario mantenere una posizione utilizzando una mano
- l’operatore non può assumere una posizione di lavoro che gli permetta l’uso di entrambe le mani
- è necessario effettuare un taglio che comporti un allungamento dell’arto superiore del lavoratore al di fuori della linea del suo corpo.
Risulta inoltre molto importante, oltre alla sicurezza del macchinario, dotarsi di dispositivi di protezione individuale acquisendo informazioni sulle attività e sulle fasi di lavorazione. I dispositivi generalmente usati sono:
- pantaloni con imbottitura antitaglio
- giacca colorata per la visibilità dell’operatore
- scarpe antinfortunistiche con suola antiscivolo, punta antischiacciamento e protezione antitaglio
- guanti antitaglio
- casco con visiera per la protezione della testa in caso di caduta di rami e per la protezione degli occhi dalla segatura
- cuffia insonorizzante per proteggere l’udito.
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Motosega

Chiosco Umbras – Parco di Via Venezia (SASSARI)
Venite a trovarci al Chiosco Umbras all’interno dei Giardini di Via Venezia a Sassari per una pausa e un po di relax.
Ideale per pensionati, runner, mamme con bambini e accompagnatori di cani e, in generale, per tutti gli affezionati del verde.
Trovare un gelato per il bambino,un caffè,uno snack, una bottiglia d’acqua, non è più un miraggio.
Per maggiori informazioni potete contattarci al numero 0792679111.

Pulizie cordonate e sottomuri Sassari
La cordonata è una strada in pendio, formata da larghi elementi trasversali in pietra o mattoni (i cordoni, alti generalmente 8-10 cm)) che la rendono simile ad una scalinata all’aperto.
I gradoni hanno la pedata formata in semplice terra o, nel caso di cordonate urbane, rivestita con mattoni messi a coltello o con ciottoli o ghiaia. Tale forma evitava la ripidità di una scalinata e permetteva la salita dei cavalli.
La più famosa cordonata si trova a Roma, la Cordonata capitolina, che collega piazza del Campidoglio con la sottostante Piazza d’Aracoeli.
Costruzioni stradali e ingegneria naturalistica
In questo ambito la cordonata è un intervento di sistemazione dei terreni che si vede frequentemente lungo strade e autostrade, “utilizzato per la stabilizzazione di:
- scarpate naturali ed artificiali;
- rilevati e accumuli di materiale sciolto;
- zone in erosione e frana;
- terreni con tendenza allo smottamento.”
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Cordonata

Deposito e logistica Sassari
Melis & C. Service dispone di deposito attrezzato con box scaffalature per i propri clienti che hanno necessità di immagazzinare i propri beni.
I nostri magazzini sono a disposizione di privati o aziende che hanno necessità temporanea di stoccaggio di arredi, merci, attrezzature , macchinari che per qualsiasi motivo non trovano collocazione, per qualsiasi periodo di tempo.
Per utenti privati sono a disposizione box, dove viene adeguatamente imballata e conservata con cura qualsiasi tipologia di bene.
In fase di immagazzinamento tutte le merci vengono catalogate e numerate. Viene stilata una lista di quanto depositato che sarà parte integrante del contratto di deposito. Gli oggetti potranno essere ritirati anche parzialmente in qualsiasi momento.
Le merci sono controllate giornalmente, e garantite da sistemi di videosorveglianza.
Garantiamo sopralluoghi e preventivi gratuiti con rapidità di intervento. Contattaci al numero di telefono 079 2679111 o vieni a trovarci nella nostra sede di Viale Porto Torres 119/12 a Sassari.

Pulizia vetri Sassari
Pulire i vetri è tra gli obblighi domestici meno amati e più faticosi: per rendere il lavoro meno ingrato è importante seguire le giuste regole utilizzando rimedi naturali ed efficaci: acqua e aceto, bicarbonato, carta di giornale, panni in microfibra, sono solo alcuni degli elementi indispensabili per avere vetri puliti a lungo e senza aloni. Seguite la nostra mini guida per scoprire come pulire i vetri e quali sono i prodotti naturali da utilizzare e gli accessori giusti per una pulizia ecologica, economica ed efficace.
Come pulire i vetri: regole da conoscere prima di cominciare
Prima di partire con la pulizia dei vetri vera e propria, vediamo quali sono le regole da seguire per un risultato perfetto.
Evitate di lavare vetri e finestre quando sono colpiti dalla luce diretta del sole: il calore li asciugherebbe subito lasciando antiestetici aloni;
quando pulite le finestre staccate prima le tende e mettete in lavatrice, così saranno fresche e profumate dopo la pulizia dei vetri. Dopo il lavaggio appendetele direttamente senza stenderle al sole: si asciugheranno appese ai loro ganci, inoltre non sarà necessario stirale perché risulteranno stese e senza pieghe;
spolverate infissi e serramenti utilizzando un pennellino per la polvere. Continuate poi spolverando i vetri con un piumino o con un panno morbido e asciutto;
per la pulizia dei vetri utilizzate acqua distillata perché quella del rubinetto potrebbe contenere troppo calcare lasciando così dei fastidiosi aloni;
pulite i vetri con un panno in microfibra, che va solo inumidito in acqua tiepida, oppure utilizzate i fogli di giornale: l’inchiostro in essi contenuto garantisce un ottimo risultato grazie alla sua azione abrasiva. Utilizzate le pagine dei vecchi quotidiani perché quelli delle riviste risultano inefficaci;
quando passate il panno imbevuto di acqua, fate prima movimenti orizzontali partendo dal centro e poi, arrivate ai lati, passate lo straccio con movimenti verticali: ciò vi eviterà aloni e strisciate;
per far durare più a lungo la pulizia dei vetri abbassate le persiane in caso di pioggia.
Come pulire i vetri: i rimedi naturali più efficaci
Se volete vetri brillanti e senza aloni allora non vi resta che provare questi semplici rimedi della nonna utilizzando soprattutto prodotti naturali, per pulire in modo efficace ed ecologico: i detersivi tradizionali infatti lasciano dei residui dopo la pulizia che tendono ad accumularsi dopo ogni uso. Scopriamo allora quali sono le migliori soluzioni fai da te per avere vetri puliti, brillanti e senza aloni.
Aceto bianco e bicarbonato per una pulizia profonda
Uno dei metodi più efficaci per pulire i vetri in modo naturale è quello di utilizzare aceto e bicarbonato, ecco come fare: miscelate in un litro di acqua 4 cucchiai di aceto bianco e 100 grammi di bicarbonato di sodio. Mescolate bene e versate il tutto in un contenitore con spruzzino. Agitate e poi spruzzate sui vetri rimuovendo il liquido con la carta del quotidiano: cambiate la carta bagnata con altra asciutta così da ottenere un migliore risultato. Se non avete il bicarbonato potete creare una soluzione con un litro di aceto e mezzo litro di acqua: la maggiore quantità di aceto servirà anche a disinfettare le superfici oltre ad eliminare lo sporco.
Aceto e alcol per vetri, finestre e specchi splendenti
Tra i rimedi della nonna per la pulizia di vetri, finestre e specchi potete utilizzare una miscela di acqua, aceto e alcool. Ecco le quantità per medie superfici: 500 ml di acqua, una tazza di aceto e una tazza di alcool. Miscelate insieme gli ingredienti e mescolateli con un cucchiaio, versate poi la miscela in un contenitore spray così da spruzzare il prodotto in modo uniforme sulle superfici, strofinate poi con il foglio di un quotidiano. Con un foglio pulito ripassate di nuovo il vetro con movimenti circolari. In questo modo avrete vetri e specchi puliti in pochissimo tempo.
Detergenti fai da te per vetri di casa brillanti
Per una pulizia perfetta e senza aloni dei vostri vetri potete anche creare dei detergenti fai da te. Ecco due semplici ed efficaci ricette.
Detergente con sapone naturale in scaglie: questo detergente sarà efficace per i vetri e le superfici lavabili: sciogliete un cucchiaio di scaglie di sapone in un litro di acqua calda, inserite il tutto in un contenitore spray, agitate bene il flacone e utilizzate come un normale detergente. In alternativa potete utilizzare del sapone liquido ecologico: in questo caso potete già mettere mezzo litro di acqua fredda nel contenitore spray per poi aggiungere un cucchiaio di detergente liquido.
Detergente con detersivo per piatti e limone: un altro metodo efficace per pulire i vetri è quello di utilizzare mezzo litro di acqua calda alla quale aggiungere un cucchiaino di detersivo per piatti, il succo di mezzo limone e mezzo bicchiere di alcool. Spruzzate la miscela sui vetri e pulite con i fogli di quotidiano.
Bucce di banana per eliminare grasso e sporco
Se i vostri vetri sono ingrassati, prima di lavarli passate sulla superficie la parte interna della buccia di banana con movimenti circolari: catturerà grasso e sporco in poco tempo. Dopo utilizzate mezzo litro di acqua tiepida e 20 grammi di farina di granturco, mescolate e versate in uno spruzzino. Pulite prima con un panno di microfibra e poi passate un foglio di giornale. In questo modo i vetri saranno puliti e splendenti.
Come pulire i vetri: asciugatura efficace senza lasciare aloni
La fase dell’asciugatura è molto delicata, per questo bisogna eseguirla nella maniera corretta se non volete che sui vetri rimangano fastidiosi aloni. Ecco come fare:
asciugate i vetri prima con un panno morbido;
in seguito utilizzare fogli di quotidiani asciutti: la carta del giornale assorbirà tutti i residui d’acqua senza lasciare nessun tipo di alone.
In alternativa ai rimedi manuali, esistono tantissimi modelli di asciugavetri e aspiragocce elettrici con cui velocizzare il processo.
Fonte: http://donna.fanpage.it/

Allestimento seggi elettorali Sardegna
La locuzione seggio elettorale (o ufficio elettorale) designa, nel linguaggio colloquiale, sia il luogo dove gli elettori si recano per votare sia l’insieme delle persone preposte alla gestione delle operazioni di voto e di scrutinio.
Informazioni generali
Solitamente i seggi elettorali vengono allestiti presso edifici scolastici, uffici pubblici o impianti sportivi; gli orari di apertura possono variare a seconda delle consuetudini locali e del tipo di consultazione elettorale o referendaria. Generalmente la propaganda politica è vietata all’interno dei seggi e nelle immediate adiacenze.
Nei locali adibiti a ufficio elettorale vengono collocate delle cabine o delle postazioni in cui l’elettore può apporre in segreto il proprio voto su di un’apposita scheda, che in seguito dev’essere inserita pubblicamente in un’urna. In alcuni paesi vengono impiegati dispositivi che permettono la votazione elettronica.
I cittadini che prestano servizio ai seggi elettorali sono definiti genericamente «scrutatori». I loro compiti, che differiscono nei vari paesi in base alle rispettive procedure elettorali, sono principalmente i seguenti:
- preparare il materiale occorrente per la votazione;
- identificare e registrare gli elettori;
- illustrare agli elettori le modalità di voto;
- tutelare la libertà e la segretezza del voto;
- effettuare lo spoglio delle schede e il conteggio dei voti (se non è prevista la votazione elettronica);
- trasmettere i risultati agli organi competenti.
In alcuni casi hanno facoltà di assistere alle operazioni elettorali anche osservatori neutrali o di parte, scelti da organismi internazionali, da autorità governative oppure dagli stessi candidati.
Organizzazione dei seggi elettorali
Belgio
In Belgio, ogni seggio elettorale è presieduto da un magistrato, un avvocato o un pubblico funzionario designato dal governo. Il presidente nomina a sua volta quattro scrutatori e un segretario.
Canada
Le operazioni elettorali in Canada sono interamente gestite da un’agenzia indipendente creata dal Parlamento; i seggi elettorali sono composti da almeno due membri, uno dei quali svolge le mansioni di segretario.
Francia
Le procedure francesi prevedono che gli uffici elettorali siano presieduti dal sindaco, dal vicesindaco, da un consigliere municipale oppure da un elettore delegato dal sindaco; il presidente è coadiuvato da almeno due osservatori di parte scelti dai candidati oppure, in mancanza, designati dal sindaco. I componenti del seggio nominano inoltre un segretario, incaricato della stesura del verbale.
Alle operazioni di spoglio delle schede prendono parte anche quattro scrutatori scelti tra gli elettori del comune.
Italia
La legge italiana prescrive che, in occasione delle consultazioni elettorali o referendarie, presso ogni sezione elettorale debba essere costituito un «ufficio elettorale di sezione», composto da un presidente, da un numero di scrutatori compreso fra due e quattro e da un segretario.
Il locale in cui hanno luogo le operazioni elettorali è detto «sala della votazione». I rappresentanti dei candidati (o dei comitati promotori in caso di referendum), se regolarmente accreditati, possono avere accesso alla sala e assistere allo svolgimento delle procedure.
Paesi Bassi
Gli uffici elettorali dei Paesi Bassi sono costituiti da un presidente e da almeno altri due membri (di norma un vicepresidente, due scrutatori e un segretario). La mansione di componente di un seggio elettorale è incompatibile con le cariche di sindaco e di segretario comunale.
Regno Unito
Nel Regno Unito le operazioni elettorali sono coordinate a livello locale da un funzionario. La gestione di ogni seggio è affidata a un presidente assistito da uno o più scrutatori; al termine della votazione, le urne vengono sigillate e spedite a un ufficio centrale, dove il funzionario effettua lo scrutinio.
San Marino
La Repubblica di San Marino adotta normative analoghe a quelle italiane.
Spagna
In Spagna, le elezioni sono gestite da una commissione permanente formata da otto giudici della corte suprema e da cinque studiosi di scienze politiche o sociologia scelti dal Congresso dei Deputati. I componenti degli uffici elettorali vengono designati per sorteggio.
Stati Uniti
La definizione delle procedure elettorali è demandata ai singoli stati federati. Il personale dei seggi comprende di solito un presidente, alcuni scrutatori e assistenti scrutatori nominati dagli organi municipali (in alcuni casi su proposta dei partiti), uno o più supervisori inviati dalle autorità statali e i rappresentanti dei candidati.
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Seggio_elettorale

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